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STORIA CALCIO

A Monselice c'è un vero e proprio professionista: Matteo Deinite

Il centrocampista classe '83 ha iniziato subito da bambino a far capire la sua qualità di gioco e nel tempo ha militato per lungo tempo in categorie professionistiche dimostrando che meritava palcoscenici ben diversi da quelli in cui si trova ora (Rovigo)

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MONSELICE (Padova) - Matteo Deinite nasce a Monselice il 23 aprile 1983 e inizia la sua carriera calcistica all'età di 5 anni nella società storica della propria cittadina, ossia La Rocca Monselice. A 10 anni viene chiamato dal Padova calcio e lì continua la sua avventura dai 10 ai 15 anni. Ma non finisce qua, in quanto dai 15 ai 18 anni trova posto nelle giovanili del Milan e ovviamente non si lascia scappare quest'occasione di allenarsi in uno dei club più importanti del mondo. 

Il suo esordio in prima squadra lo fa a Trento in C2, per poi passare a Pizzighettone (Cremona), dove passa due anni in C2 e due in C1. Passa il tempo e le soddisfazioni continuano con l'approdo a Portogruaro, dove passa ben 3 anni, di cui un anno in C2, uno in C1. Anche per Matteo arriva il momento d'iniziare a lavorare e per questo decide anche di tornare nelle sue zone, per la precisione a Legnago in serie D, dove trascorre un anno. Successivamente passa ben 8 anni a Piove di Sacco in eccellenza, dove non retrocede e allo stesso tempo non fa mai il salto di categoria. 

Infine c'è l'anno e mezzo passato a Castelbaldo Masi, per poi arrivare a Monselice nel dicembre 2019; quasi un ritorno in patria alla veneranda età di 36 anni. "Sono state tante le soddisfazioni che ho avuto nella mia vita calcistica e vorrei continuare a giocare per almeno altri due anni, ma credo che sarò io stesso a rendermi conto se sarà il tempo di continuare o smettere". Così proprio Matteo Deinite, che continua dicendo che: "Sono interista e ho sempre ammirato il grande Ronaldo, ma il mio giocatore preferito rimane Andrea Pirlo, giocatore di grandissimma intelligenza calcistica, che ha saputo sfruttare al meglio, riuscendo a sopperire alla fisicità mancante". 

"Per quanto riguarda questo momento di stop credo solo che ci dobbiamo adattare, che non è il momento di fare calcoli, anche se non posso nascondere che dispiacerebbe il fatto che tutto finisse qua, dato che siamo a nove punti di vantaggio dalla seconda e se non ci fosse una promozione, sarebbe un vero dispiacere per me e tutto l'ambiente". 
Articolo di Venerdì 20 Marzo 2020

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