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EMERGENZA SANITARIA

La minoranza chiede sicurezza per l’Ospedale S. Luca

Gilberto Bianchini, consigliere comunale di minoranza di Trecenta (Rovigo), visto che l’Ospedale locale è stato adibito a punto di riferimento per i casi più gravi di Covid-19 chiede sicurezza a tutti i livelli

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TRECENTA (RO) – Gilberto Bianchini, Capogruppo Consiliare della Lista Civica "Insieme per Trecenta", ha presentato al Sindaco Laruccia un’interrogazione a risposta scritta in merito alla sicurezza dellOspedale di Comunità, posto in viale prof Ugo Grisetti, dopo la decisione dell'Ulss 5 di adibire la struttura di Trecenta come centro di riferimento per tutto il Polesine per far fronte all'emergenza del Covid-19, ampliandone il concetto di struttura di "cerniera" nel territorio. Il San Luca è una struttura di ricovero atta a garantire le cure cure necessarie per pazienti fragili o con patologie complesse  troppo instabili per poter essere trattati in un semplice regime di assistenza domiciliare o residenziale e la decisione assunta dalla Regione Veneto ha comportato una conseguente riorganizzazione generale a partire dal personale (notevolmente incrementato), alla realizzazione di una rianimazione passando, come ha dichiarato il Direttore generale Antonio Campostella, dagli attuali 5 ai 10/12 posti letto, con la sospensione delle attività Operatorie.

“Se da una parte ci troviamo di fronte a questa obbligata per fronteggiare l'emergenza del Covid-19, sostiene Bianchini, dall'altra dobbiamo sostenere fin da ora che, una volta passata questa epidemia, l'Ospedale di Trecenta torni completamente operativo con il mantenimento anche dei posti letto che in questo periodo verranno aggiunti”.

“Il problema più grosso però, secondo il Consigliere di minoranza, è quello di garantire al San Luca la sicurezza operativa sotto tutti i punti di vista perché, se è vero quello che si dice, dal 13 marzo scorso sono giunti in ambulanza a Trecenta i primi ammalati con i sintomi da Covid-19 che sono stati ricoverati al reparto di Terapia semi intensiva passano dal Pronto Soccorso attraversando, per arrivare a destinazione, un corridoio al quale qualsiasi persona proveniente dagli ambulatori può accedere”.

“È un rischio elevato per la salute delle persone che vi transitano e al momento, manca un percorso dedicato e completamente separato”. L'unica segnaletica appropriata sono i cartelli attaccati alle sedie d'aspetto che invitano a mantenere la distanza di un metro fra le persone. Molti hanno segnalato inoltre la mancanza di controllo degli ingressi dove chiunque può entrare senza controlli della temperatura, mancherebbero anche i questionari informativi e le richieste del motivo della visita.

“E' chiaro dunque che, con i primi pazienti Covid-19 arrivati venerdì scorso e con i tamponi iniziati lunedì, i dipendenti, i pazienti e tutte le persone che entrano al San Luca di Trecenta non possono considerarsi al sicuro in un ambiente a dir poco a rischio", continua Bianchini che chiede pertanto al Sindaco, quale responsabile della salute pubblica, di verificare se quanto sopra riportato corrisponda a verità e, nel qual caso, d’intervenire a salvaguardia dei dipendenti e dei cittadini che quotidianamente si recano al San Luca per visite mediche, prelievi o quant’altro.

Infine, preso atto che il governatore Luca Zaia ha disposto la consegna a tutti i Comuni Veneti delle mascherine da distribuire, attraverso i volontari della Protezione Civile, a tutti i cittadini residenti, Bianchini chiede al Sindaco di sapere quando e con quali modalità tale distribuzione sarà attuata a Trecenta. Analogamente la minoranza consigliare vorrebbe conoscere quando si procederà al lavaggio delle strade e delle piazze comunali, sollecitando una risposta “in tempo reale”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 21 Marzo 2020

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