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EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus: L’Italia chiude tutte le produzioni non necessarie [VIDEO]

Stop a tutte le attività non strettamente necessarie, lo ha deciso il Presidente del Consiglio dei Ministri per contenere l’epidemia del Coronavirus

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ROMA - Sabato 21 marzo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha preso una decisione drastica. L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario nazionale, a Bergamo e in tutta la Lombardia è emergenza totale da un mese, in Veneto pure, anche se più contenuta. Ma è tutta l’Italia che trema a fronte di 42.681 malati, con un incremento rispetto a ieri di 4.821, e ben 4.825 vittime, 793 solo nelle ultime 24 ore.

“I morti non sono numeri. Dobbiamo rispettare le regole con fiducia, non abbiamo alternative, solo in questo modo tuteleremo noi stessi e le persone che amiamo. Un sacrificio minimo - ha ricordato Giuseppe Conte dopo le 23 di sabato 21 marzo - rispetto ad altri concittadini negli ospedali, medici, infermieri, forze dell’ordine e forze armate, i commessi dei supermercati, i lavoratori dei trasporti pubblici e dell’informazione che stanno compiendo un atto di grande responsabilità nei confronti dell’italia intera”.

“Dopo un confronto con i sindacati abbiamo deciso la chiusura di ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria. Abbiamo lavorato per una lista dettagliata dei servizi di pubblica utilità per il funzionamento dello Stato.

Rimangono aperti i supermercati e gli esercizi di generi alimentari e prima necessità, non servono corse agli acquisti. Rimangono aperte farmacie, parafarmacie, banche, Poste, i servizi assicurativi e finanziari, i trasporti. Una decisione che si rende necessaria per contenere l’epidemia”.

Chiuderanno tutte le fabbriche che non svolgono un’attività necessaria, almeno per il momento. Tutti a casa, o quasi.

"E' la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. la morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova".

 

Articolo di Sabato 21 Marzo 2020

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