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EMERGENZA SANITARIA

Coda alle poste, e con il ritiro delle pensioni diventa rischioso per gli anziani

Lunghe file fino al bar Coghetto in corso del Popolo a Rovigo, alcune operazioni alle Poste centrali, come il ritiro delle pensioni, da giovedì potrebbero aumentare il rischio di assembramenti, Andrea Bimbatti chiede un intervento del Sindaco 

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ROVIGO - "In questi giorni in cui gli spostamenti sono ridotti al minimo e tutti si stanno sforzando di evitare, direi con successo, gli assembramenti, compresi i supermercati, balza agli occhi di tutta la città, di chi è obbligato ad andarci, di chi posta foto sui social l’incredibile coda che si forma nei pressi delle Poste Centrali di Rovigo, con code che raggiungono il bar Coghetto, con gente in gruppetti che attende dall’altra parte di Corso del Popolo. Tante persone in fila per ore ad attendere di effettuare operazioni che evidentemente non sono fattibili con le app o in via telematica, come il ritiro di raccomandate ad esempio”. 

Lo evidenzia il coordinatore provinciale di Forza Italia, Andrea Bimbatti.

“Da giovedì queste file, seppur divise per lettera, saranno incrementate da anziani, a volte molto anziani, che dovranno recarsi in posta per ritirare la loro pensione che in molti casi è fondamentale per acquistarsi cibo o medicine, e saranno costretti a farsi qualche ora in piedi e probabilmente anche al freddo viste le previsioni”. 

“Se do per scontato che alla tutela del personale delle poste ci starà pensando il direttore delle poste, chiedo al Sindaco - commenta Andrea Bimbatti - se non sia il caso incontrarsi con il direttore, con urgenza, per valutare qualche soluzione che non comprometta la salute dei cittadini, soprattutto quelli più cagionevoli, valutando magari anche solo nei giorni di pagamento delle pensioni l’apertura di qualche altro ufficio postale in città o in qualche altra frazione (oltre Borsea) che diventi capofila per altre, oppure destinare un’agenzia solo per la consegna delle raccomandate”. 

“Proposte certo, da valutare - conclude Bimbatti - da approfondire, ma sicuramente qualcuno deve intervenire, non esistono in alcun altra realtà della città code di quel genere, che comunque creano piccoli assembramenti e diventano inaffrontabili per chi ha già altri problemi di salute; non certo per la lentezza degli sportellisti, ma per l’ovvia concentrazioni di persone in un’unica agenzia”. 

Articolo di Mercoledì 25 Marzo 2020

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