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OPPOSIZIONE VENETO

Bartelle si chiede cosa stia succedendo al San Luca di Trecenta

La consigliera regionale pone dei quesiti importanti sull'ospedale San Luca di Trecenta (Rovigo), per chiarire la situazione

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VENEZIA - La consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) pone delle domande sulla situazione dell'ospedale San Luca di Trecenta.
 
“Chiedo più trasparenza da parte della Regione, più chiarezza e pretendo anche come rappresentante del Polesine, risposte precise ad alcune domande, che derivano da segnalazioni che ci sono pervenute e che descrivono una difficile situazione al San Luca di Trecenta". “Lasciando da parte che, anche lì, in questi anni la Regione ha tagliato 4 posti letto in area di terapia intensiva".

A questo punto i questiti: "E' vero che a Trecenta, almeno dal 15 marzo 2020 individuato come sede di Ospedale Covid, come dichiarato dal dottor Compostella, solo negli ultimi 3/4 giorni sono stati avviati i processi di esecuzione dei tamponi su operatori e degenti che almeno da una settimana si sapeva di dover trasferire? Il San Luca, è tutto adeguatamente coperto da percorsi dedicati Covid e questo può essere urgentemente verificato da organi regionali di controllo, insieme ad una delegazione regionale guidata dall'assessore Lanzarin? E' possibile ad esempio, che almeno parte degli ascensori, siano ancora utilizzabili da gente che non dovrebbe averne accesso? Perché tutti gli operatori non sono in possesso di tutti i presidi di sicurezza (a partire dalle mascherine) necessari a svolgere il proprio lavoro? Non sono ancora arrivate mascherine al San Luca?

Proseguendo: "E' assicurata la completa sicurezza per la salute della popolazione Trecentana, visti i tanti dipendenti e ammalati del Comune altopolesano che frequentano l'ospedale? I pazienti trasferiti da Trecenta, resteranno all'interno delle strutture pubbliche o saranno trasferiti, come fa intendere il dottor Compostella, anche in cliniche private? E i privati, ricevono solo malati "normali" o si mettono organicamente a disposizione per battere il Corona Virus? E quale compenso eventualmente riceveranno?".

Concludendo: "Visto che non ci sarà altro spazio finché il Coronavirus non sarà sconfitto, chiedo anche che, il presidente Zaia prenda un doveroso impegno per il dopo virus: confermi almeno la funzionalità che il San Luca aveva precedentemente le ultime schede ospedaliere, magari con l'aggiunta di altri servizi e posti letto (compresi i 4 tagliati in Area Terapia Intensiva). L'Altopolesine non può essere solo il luogo dell'Ospedale del Contagio e il suo mettersi a disposizione, va riconosciuto concretamente.” 
Articolo di Venerdì 27 Marzo 2020

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