EMERGENZA STRAORDINARIA CORONAVIRUS
La presa in giro del Premier Conte sui 4 miliardi che sono già dei Comuni
Non sono aiuti, ma solo anticipazione di 20 giorni dei trasferimenti già previsti nei bilanci di ogni singolo Comune. Nessun nuovo capitolo di spesa a favore dell’emergenza sanitaria. In pratica si arrangeranno i sindaci, tagliando dove riterranno
0


Giuseppe Conte annuncia che anticiperà di circa 20 giorni il 66% del Fondo di solidarietà comunale, soldi quindi dei Comuni, già dei cittadini, derivanti dall’Imu, trasferiti allo Stato per garantire un'equa distribuzione delle risorse. L’impegno statale è nullo. Poi annuncia 400 milioni (circa 6,7 euro a cittadino, volendo fare una media) per aiutare le famiglie povere a fare la spesa dicendo ”sono certo che da lunedì i Comuni saranno in grado di fornire le spese ai bisognosi".
"Questo è gravissimo, lasciare la responsabilità di imminenti tensioni sociali a comuni già disastrati, è gravissimo. Buona parte delle risorse statali messe in circolo provengono da contributi di aziende e partite iva ignorate e dimenticate a cui noi amministratori locali non sappiamo come rispondere – afferma il vice sindaco azzurro di Villadose Ilaria Paparella - Ci sentiamo davvero ingannati”.
“Servono fondi reali per affrontare situazioni di vera emergenza economica, per far fronte al pagamento di bollette e tasse che non possono essere semplicemente posticipate, così facendo si sposta solo il problema ad altra data, si devono trovare risorse per dare la possibilità ai nostri cittadini di affrontare il loro futuro che, questa pandemia, sta mettendo in serio pericolo" afferma Luigia Modonesi ex sindaco ed attuale vice a Fiesso Umbertiano. "Voglio anche ricordare che proprio l’attuale Governo ha effettuato un taglio a questo fondo rispetto a quello erogato nel 2019, quindi non prendiamoci in giro, i conti li sappiamo fare bene anche noi amministratori locali” conclude Modonesi.
“Per rispetto dei molti Amministratori e proprio per prevenire i prevedibili effetti, tali notizie devono essere corredate da informazioni adeguate da diffondere contestualmente sulle norme di comportamento dei comuni e dei cittadini al fine di prevenire problemi di ordine pubblico – conclude il presidente della Provincia Ivan Dall'Ara, sindaco di Ceregnano, stigmatizzando lo scaricabarile di Giuseppe Conte secondo cui da lunedì prossimo i Comuni potrenno dare risposte alle reali necessità dei cittadini - Mi sembra quasi che si stia ritornando agli Eca (Enti comunali assistenza) di vecchia memoria... in un momento dove non deve muoversi nessuno”.
Articolo di Domenica 29 Marzo 2020
Crea un profilo personale e accedi a una serie di servizi esclusivi su RovigoOggi.it




