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EMERGENZA SANITARIA

Potevano rimanere a casa retribuiti: hanno deciso di continuare ad aiutare il prossimo in ambulanza

L'esempio da tre giovani del Servizio civile impegnati nei trasporti in ambulanza dei casi a rischio Coronavirus hanno deciso di continuare a prestare servizio per la collettività

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ADRIA (Rovigo) - “Un bell’esempio senza se e senza ma, ancora più bello perché a darlo sono dei giovani” così il vice presidente di Croce Verde Lamberto Cavallari racconta la storia di Alessia, Claudio e Giovanni che non sono nomi di fantasia, ma di ragazzi che quest'anno hanno deciso di aderire al servizio civile universale e svolgerlo presso la Croce Verde di Adria.

“Svolgere il servizio civile da noi è già di per sé un’esperienza forte, continua Cavallari, perché il servizio in ambulanza ti porta a tu per tu con le parti meno belle della vita. Dal 21 febbraio, poi, la situazione è diventata cosa da far tremare i polsi, perché - inutile nasconderlo - viviamo a stretto contatto con quel nemico invisibile che tutto il mondo sta combattendo. Così, quando è scoppiata l’epidemia da Coronavirus abbiamo riunito gli otto giovani che facevano  parte del servizio civile e, come indicatoci dal Dipartimento, abbiamo comunicato loro la possibilità di sospendere il servizio e di rimanere a casa pur retribuiti.
In tutta franchezza ci aspettavamo che quella sarebbe stata la loro scelta, vista la voglia di tutti di star lontano dal pericolo, grande invece è stata la sorpresa quanto Alessia Gajon, Claudio Zerbin e Giovanni Angujari ci hanno comunicato che volevano portare avanti l’impegno che avevano assunto.
In un momento in cui si legge anche di professionisti sanitari che si assentano dal lavoro per patologie quanto meno sospette, l’esempio di questi giovani merita un plauso e fa ben sperare per il futuro di questo splendido paese che è l’Italia.

Alla domanda di Cavallari “qual è la motivazione che vi ha spinto a continuare il Servizio Civile?”, i ragazzi hanno così risposto:
"un aiuto per la società è sempre meglio che rimanere a casa senza poter essere di supporto avendone le possibilità - ha affermato Alessia - in un momento così difficile, anche solo l’aiuto di una persona può fare la differenza - ha ribadito Claudio - in un momento così di difficoltà mi sentivo in dovere di dare un aiuto alla popolazione" - ha concluso Giovanni.
Articolo di Venerdì 3 Aprile 2020

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