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CONTRIBUTI PER L'EMERGENZA

"Spostare i pagamenti addolcisce il palato, ma il male resta"

L'esponente di Forza Italia, Federico Simoni, commenta le decisioni prese fino ad ora dall'amministrazione comunale di Adria (Rovigo) per l'aiuto al commercio, ritenendole insufficienti

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ADRIA (Rovigo) - "È passato un mese esatto dal primo dei due appelli che ho lanciato all’amministrazione comunale e al sindaco Barbierato di adoperarsi subito per
istituire fondi e aiuti concreti alle partite iva, ai commercianti e agli ambulanti, ai professionisti, alle aziende e agli artigiani, ossia coloro che più stanno risentendo
della crisi economica dovuta alle chiusure forzate delle loro attività, e che meno sono aiutati anche dal Governo Conte". (LEGGI ARTICOLO)

Così l'ex vicesindaco di Adria ed esponente di Forza italia, Federico Simoni, che commenta poi: "Il bonus unico di 600 euro per ogni partita iva è una vera miseria, visto che molte categorie ne sono escluse, e se si considera che con quei soldi, che tra l’altro sembra non arriveranno prima di fine aprile, l’imprenditore dovrebbe mantenere sé stesso e la sua famiglia, pagare i propri dipendenti, gli affitti, le bollette di luce, acqua e gas, i fornitori e le rate dei mutui e finanziamenti, a meno di proroghe concordate con le banche".

"In Germania, tanto per fare un esempio, il bonus è di 9.000 euro per tre mesi, oltre a diversi aiuti regionali. Ritornando ad Adria, la giunta Barbierato, forse poco consapevole della realtà in cui viviamo, ha deliberato solamente lo spostamento di un mese del pagamento della tassa rifiuti (Tari), e di due mesi il pagamento del canone occupazione suolo pubblico (Cosap) e della tassa sulla pubblicità, ma spostare il pagamento è come curare una malattia con una pillola di zucchero, addolcisce il palato ma il male resta".

Sottolineando poi: "Perché il problema vero è che il 90% delle attività di commercio al dettaglio, di bar, ristoranti, artigiani, piccole aziende e professionisti, sono chiusi dai primi di marzo, e se si considera che la riapertura di metà aprile probabilmente slitterà a maggio, si tratterà di quasi due mesi senza alcuna entrata in cassa. Senza liquidità, le aziende non sono in grado di pagare queste tasse anche se differite, molte chiuderanno e con esse crolleranno tutti i consumi, in una spirale recessiva senza fondo".

"Ecco che allora il comune ha un obbligo morale e civile di deliberare un fondo comunale per le piccole imprese, i professionisti e le partite iva, come stanno facendo già altri comuni e regioni in Italia, per liquidità immediata e senza costi per sopperire alle necessità di pagamenti urgenti di stipendi, utenze e fornitori. Un fondo di almeno 40/50mila euro, perché la situazione economica è ormai disastrata. Inoltre, le imposte comunali non vanno solo differite, ma completamente annullate: se per due mesi c’è la chiusura forzata, allora per questi due mesi del 2020 le tasse vanno azzerate".

Concludendo: "Una semplice quanto coraggiosa delibera di giunta, che verrà poi portata all’attenzione del consiglio comunale quando si approverà il bilancio di previsione, in cui il comune di Adria abbassi tutte le imposte comunali del 2020 del 20 per cento in meno rispetto al 2019. Misure coraggiose, certo, ma in questo momento siamo in molti a chiedere al sindaco e alla giunta di avere coraggio e di pensare anche alle migliaia di partite iva adriesi".

"
Se le aziende ed i professionisti soffrono troppo e saranno costretti a chiudere, il numero di persone e famiglie in difficoltà crescerà esponenzialmente, e sarà un male
irrecuperabile e che nessun aiuto a pioggia non strutturato e che non sia un volano per ripartire, potrà curare. È nei momenti di difficoltà che bisogna gettare il cuore
oltre l’ostacolo. E questo momento è arrivato".
Articolo di Sabato 4 Aprile 2020

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