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TESTIMONIANZA INFERMIERE

"I turni e le dinamiche di lavoro sono cambiate molto per l'emergenza covid-19"

Due infermiere dell'ospedale di Rovigo raccontano la loro esperienza da quando è scoppiata l'emergenza sanitaria e come è cambiato il loro lavoro in questi settimane

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ROVIGO - Sicuramente questo è periodo duro per tutti coloro che lavorano, in particolar modo per quelle persone che sono in prima linea per aiutare gli altri, come infermieri e dottori che cercano di salvare la vita delle persone in ogni situazione possibile. 

Arriva la testimonianza di due infermiere dell'ospedale di Rovigo, una di medicina generale e l'altra che lavora quotidianamente nel reparto di virologia. Entrambe sono a contatto quotidianamente con casi di covid-19 positivi e negativi. "Lavoro in un reparto tutto sommato tranquillo, dove la gente viene dimessa dal reparto di virologia e quindi ci sono molti pazienti che magari dopo qualche giorno tornano a casa". Così la prima che lavora in medicina generale. 

"Con l'arrivo del coronavirus certamente il carico di lavoro è aumentato sia in entrata, che in uscita ed è chiaro che non è affatto semplice adeguarsi nel breve periodo". "Nel reparto di virologia spesso siamo abituati a persone che entrano per un problema e finchè lo stesso non è risolto non escono; con il covid-19 invece siamo diventati quasi un'astenteria di quello che dopo sarà il trasferimento a Trecenta o al settimo piano dell'ospedale di Rovigo".

"Penso che la situazione sia cambiata anche dal punto di vista del rapporto con la famiglia - spiega la ragazza che lavora in virologia - dato che sono persone completamente isolate da tutto e soprattutto hanno quasi timore che sia la loro famiglia a stare male e non loro, dato che è un virus facilmente trasmissibile". 

"Quando il 20 febbraio è scoppiato tutta la questione è chiaro che c'è stata molta agitazione e preoccupazione, dato che era qualcosa di nuovo, di mai visto, non sapevamo con cosa avevamo a che fare, ma un po' alla volta abbiamo dovuto adattarci e fare il possibile". "La paura più grande per noi che lavoriamo in prima linea è quella di trasmetterlo ad altre persone, infatti ci sono colleghi che hanno il terrore di passarlo ai propri familiari e non è una situazione semplice da sopportare".  

Concludendo: "La quarantena sembra che stia funzionando ed è una cosa positiva, ma tutti devono fare la loro parte nel miglior modo possibile per evitare che la situazione peggiori". Insomma, una situazione che chiaramente in pochi si sarebbero attesi e che ha lasciato in parte impreparati anche coloro che lavorano nella sanità, in quali hanno dovuto adattarsi nel minor tempo possibile. 

Articolo di Sabato 4 Aprile 2020

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