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EMERGENZA SANITARIA

L’onorevole Giacometti: Sanità centralizzata? No grazie

L’eccellenza della Sanità veneta è la vera risposta della concretezza ai novelli statalisti e centralisti, lo ribadisce la parlamentare della provincia di Rovigo

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BADIA POLESINE (RO) – L'emergenza Coronavirus ha riaperto la polemica sui tagli alla sanità fatti dai governi degli ultimi 10 anni e, con la scusa che lo Stato non riesce a trasmettere sicurezza in quanto non parla con una voce unica e coerente, Pd e M5S prospettano una centralizzazione della sanità che la Lega respinge al grido: Sanità centralizzata? No grazie.

Al viceministro della salute nel Governo Conte II, Pierpaolo Sileri che dichiara “La sanità va ripensata e centralizzata”, risponde infatti l’onorevole  l’onorevole Antonietta Giacometti dicendo: “Non se ne parla proprio, perché più si spostano i centri decisionali a Roma e più si alimentano le sacche di inefficienza, gli sprechi e si deresponsabilizza la classe dirigente”.

Con questa perentoria presa di posizione, l’onorevole Polesana spiega che non è vero che quella invocata dal governo sia la strada per eliminare disomogeneità e potenziare gli ospedali migliorando la risposta al territorio: “È solo un modo per tappare i buchi delle regioni meno virtuose a scapito di quelle virtuose”.

L’emergenza ha accentuato le differenze? Questo è vero ma contro la malaugurata ipotesi centralista, la Giacometti rilancia e difende il modello Veneto, ammirato in tutto il mondo che suggerisce per tutte le altre regioni d’Italia.

“L’eccellenza veneta è la vera risposta della concretezza ai novelli statalisti e centralisti”. Conte dovrebbe riflettere sull’efficienza dimostrata da questo modello anche nella drammatica emergenza del coronavirus.

L’onorevole, quindi, fa sue le parole di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che si è detto “estremamente preoccupato”, dopo l’esito dall’aggiudicazione di gare Consip gestite da Roma per la fornitura di circa 16,5 milioni di mascherine chirurgiche e 5,4 milioni di mascherine Ffp3. Gli aggiudicatari sono stati una Cooperativa sociale di Taranto il cui amministratore delegato fu accusato nel 2018 per una maxi truffa e un imprenditore indagato per frode.  Casi emblematici di cosa può accadere con una gestione accentrata a Roma paventa la Lega, mentre aziende venete non possono produrre mascherine a causa di una burocrazia incredibile. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 5 Aprile 2020

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