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EMERGENZA STRAORDINARIA CORONAVIRUS

Non è il momento di abbassare la guardia: sei nuovi positivi ed un morto per Coronavirus in Polesine [VIDEO]

Il virus Covid-19 non molla la presa, famiglia e lavoro le occasioni di contagio più a rischio per le persone più fragili, come la signora deceduta dopo le dimissioni dall'ospedale di Trecenta per problemi cardiologici

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ROVIGO - Ancora un decesso, l'ottavo in provincia di Rovigo, riconducibile al Coronavirus. Una signora del 1963, Rita Negrelli di Bagnolo di Po, ricoverata a Trecenta per importanti problemi cardiologici, poi dimessa il giorno 23 marzo, asintomatica per Coronavirus, e con una situazione riferita al quadro clinico del ricovero non più preoccupante, è morta sabato pomeriggio a casa propria.
Si era messa in contatto per sintomatologia compatibile con il numero verde dell'Ulss 5, le era stato programmato il tampone per domenica mattina, purtroppo è deceduta ieri. Eseguito il tampone post mortem è risultato positivo.


"Le principali situazioni di rischio per contrarre l'infezione da Coronavirus sono da ricercare in famiglia e nei contatti di mobilità in quanto il problema sono ovviamente gli asintomatici positici che possono portare avanti il contagio inconsapevolmente - afferma il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana Antonio Compostella - Lo strumento dello screening a tappeto ci dà la possibilità di isolare i singoli casi di positività e porli in isolamento, ma ci vorrà ancora un po' di tempo. Bisogna mantenere alta l'attenzione, rispettare le prescrizioni ed evitare le uscite da casa se non per le comprobvate esigenze di necessità o lavoro. E' più facile individuare i contatti con positivi, in ambito familiare o lavorativo, quasi impossibile gli asintomatici senza uno screening capillare. Vanno in questo senso le indicazioni del presidente della Regione Luca Zaia che impone l'obbligo di proteggersi quando si frequentano ambienti di comunità, come i supermercati ed i mercati".

Le positività riscontrate oggi sul territorio della provincia di Rovigo sono 6.

Una signora dell'Altopolesine del 1975, sintomatologia presente, positiva da contatto familiare. Il caso indice era in isolamento; un signore del 1961 del Bassopolesine opera nei trasporti, caso indice in ambito lavorativo; un signore del 1962 dell'Altopolesine, contatto in ambito familiare con un positivo in isolamento; una signora del 1971, Mediopolesine, venuta in contatto diretto con un caso positivo, oggi con sintomatologia, in isolamento; un signore del 1942 dell'Altopolesine, nessun contatto particolare, con sintomatologia evidente, ricoverato in Malattie infettive.

Vi è poi il caso dell'ospite della Casa Serena di Rovigo, una signora di 95 anni, del 1925, positiva allo screening (LEGGI ARTICOLO).

Alla Sacra Famiglia di Fratta Polesine (LEGGI ARTICOLO) la situazione è stabile: la struttura è blindata, lattività di isolamento “stagno” è stata completata con l’aiuto della task force aziendale, così da evitare ogni ulteriore possibile contagio.
“L’impegno delle altre strutture residenziali extra ospedaliere del territorio è stato elevato fino da subito per minimizzare ogni possibile rischio, a tutte le direzioni e ai loro collaboratori vanno i miei ringraziamenti per il lavoro svolto” ha sottolineato il dirittore Compostella.

Nuovi nati
In provincia di Rovigo nelle ultime 24 ore sono nati 4 bambini. Dal 21 Febbraio 2020, data di inizio epidemia, sono 96 i nuovi nati (62 a Rovigo e 34 ad Adria).

Ricoverate complessivamente 43 persone: 1 in Malattie Infettive a Rovigo, 28 in Area Covid a Trecenta, 11 in Terapia Intensiva Covid a Trecenta (2 pazienti provenienti dalla Lombardia - 1 dalla provincia di Mantova e 1 dalla provincia di Bergamo- giunti da altra terapia intensiva).
“L’azienda Ulss 5 non lascia indietro nessuno. Disponibilità, per quanto possibile, agli amici della Lombardia. A loro va il nostro pensiero e tutto il nostro supporto.” ha annunciato Compostella. Sono circa 600 le persone in sorveglianza attiva.
Al momento non si registrano ricoveri di minori o pazienti in età pediatrica, per i quali, qualora ve ne fosse bisogno, è previsto il ricovero, in isolamento, assieme ad un famigliare, per non lasciare mai il bambino da solo.

2 i nuovi guariti, 20 in totale da inizio epidemia.

Situazione del carcere di Rovigo
E’ attiva, da tre settimane, una tensostruttura all’interno della casa circondariale nella quale viene eseguito un pretriage, da personale sanitario dell’azienda Ulss 5 Polesana, a tutte le persone che entrano in carcere a vario titolo, compresi sanitari e militari. Su indicazione della direzione dell’Ulss sono state individuate stanze di isolamento, nell’area sanitaria, per tenere sotto controllo eventuali detenuti, con sintomi sospetti. Nella casa circondariale lavorano sei medici, sei infermieri e una caposala. Il personale, sia medico che infermieristico, sta facendo un grande lavoro sia clinico che psicologico, gli infermieri, durante il giro di terapia e quando i detenuti vengono in area sanitaria li sostengono anche a livello psicologico. Sono stati eseguiti circa 15 tamponi a nuovi ospiti, tutti negativi.
Compostella: “un grande grazie alla direzione della casa circondariale e a tutti i suoi operatori per il supporto reciproco, supporto necessario a mettere in sicurezza la struttura”.

Ringraziamenti
“Un dolce ringraziamento alla pasticceria “Supernova” di Rovigo che stamattina ha fornito le brioche a tutti gli operatori di Rovigo. Grazie anche alla paninoteca “Capolinea 309” che ieri ad Adria ha consegnato dei panini ai nostri operatori. Un grande grazie all’associazione “Faedesfa onlus” che donerà le uova ai nostri dipendenti. Infine un ringraziamento alla pasticceria “Le Dolcezze” di Santa Maria Maddalena che, sabato scorso, ha portato le paste all’Ospedale di Trecenta. Sono tutti dolci gesti che ci aiutano ad andare avanti in questo momento complicato” con queste parole il direttore generale Antonio Compostella ha concluso.
Articolo di Domenica 5 Aprile 2020

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