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EMERGENZA SANITARIA

Scuse assurde, lunedì 30 sanzioni in provincia di Rovigo 

Gente che finge di recarsi al lavoro o a compare il latte in compagnia, furgoni vuoti, prosegue incessante il lavoro di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza di Rovigo per verificare gli spostamenti ingiustificati 

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ROVIGO - Se non fosse una vera e propria emergenza sanitaria, che è costata la vita a oltre 16 mila persone, sembrerebbe una barzelletta, ma non lo è. Si può uscire di casa solo per lavoro, salute e spesa, e lunedì 6 aprile due rom hanno provato a giocarsi due jolly su tre, ma gli agenti della Polizia di Stato non ci sono cascati.

Prima hanno detto che stavano lavorando, lamentandosi che in giro c’era poco da fare, poi quando hanno capito che gli agenti della Squadra Volanti della Questura di Rovigo non l’hanno bevuta cominciando a ‘scrivere’, hanno riferito che erano usciti di casa per comprare il latte. Perché in due? La risposta è stata disarmante “Perché da soli non ci sentiamo sicuri”. Inevitabile una maxi sanzione come previsto dal decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Gli uomini del questore Raffaele Cavallo hanno eseguito, nella sola giornata di lunedì, la bellezza di 112 controlli, 7 in totale le sanzioni.

Un lunedì impegnativo anche per l’Arma dei Carabinieri, mobilitata con tutte le Stazioni disseminate nel territorio polesano. 21 in totale le super multe che vanno da 400 euro a 3 mila euro, ma la sanzione viene passa da 533 euro a 4 mila euro se in auto. Conviene stare in casa se non si ha un valido motivo per circolare.

A completare la lunga lista delle sanzioni la Guardia di Finanza di Rovigo, uno straniero circolava a pedi senza meta, mentre un padovano senza valide motivazioni, era in Polesine con un furgone vuoto. Quando è stato fermato a Villadose non ha fornito una valida giustificazione per lo spostamento. Sanzione inevitabile.
 

 

 

Articolo di Martedì 7 Aprile 2020

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