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ECONOMIA E RISPARMI

Niente panico, è il momento di investire, anche poco, nei settori che trainano

Sabrina Silvestrini, esperta consulente patrimoniale e finanziaria di Rovigo, spiega cosa è accaduto alle borse con l’emergenza Coronavirus, e come dal piccolo al grande investitore si possa trarre beneficio dalla situazione

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ROVIGO - Sono settimane difficili per tutti. Le famiglie si devono proteggere sia dalla pandemia da Coronavirus, sia dalla paura di perdere il lavoro o del mancato guadagno dovuto al fermo lavorativo di parecchie attività, e sia dal terrore di perdere i risparmi visto che appena arriva una crisi le borse crollano. C’è una professionista a Rovigo, che da vent’anni si occupa di mercati finanziari, esperta della gestione del patrimonio, consulente finanziario, consulente patrimoniale, consulente in materia di passaggio generazionale. Una donna che è fermamente convinta dell’aspetto sociale del consulente e che in questi giorni di paura ne ha avuto testimonianza: è stata subissata di telefonate di amici, conoscenti, persone preoccupate, “non tanto i miei clienti con i quali lavoro in trasparenza”, e che lei ha rassicurato. “In pratica per me è un periodo di super lavoro” confida Sabrina Silvestrini.

Sabrina Silvestrini

Siamo ad un mese e mezzo dal primo caso di Coronavirus in Italia. L'emergenza è deflagrata subito dopo. Come si è visto questo fenomeno nell'andamento delle borse?
“Le borse a partire da quelle asiatiache, che ci hanno preceduto, hanno immediatamente virato verso il basso creando un allarme, perché le borse sono anticipatorie dei meccanismi che vediamo nella vita economica e sociale di ognuno di noi. Dopo l’anticipazione, l’Italia è stato il primo paese dopo l’Asia ad accusare il colpo in maniera pesante. Ad oggi il calo, per avere un riferimento puntuale a livello mondo, è di -20% da inizio anno, il dato è l’indicatore Morgan Stanley che misura l'andamento del valore dei prezzi delle azioni delle principali aziende quotate nel mondo”.

Che cosa sta succedendo ai risparmi degli italiani? 
“L’Italia ha un approccio diverso dal risparmiatore internazionale. L’taliano è sempre stato abituato al buono postale, al capitale nominale garantito, naturalmente portato ad una mancanza di volontà nel prendersi qualche rischio in più o ad informarsi su strumenti alternativi di investimento. Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad un incremento di liquidità nei conti correnti, insomma si preferisce il parcheggio al rischio. Questa avversione al rischio si attesta su cifre molto importanti, ovvero parliamo di circa 1.500 miliardi di euro depositati nei conti correnti su 4.380 miliardi di patrimonio finanziario, ovvero mobiliare, si tratta di una bella fetta. Cosa comporta? Da un lato che chi aveva investimenti è stato travolto e si trova a perdere dei riferimenti, contemporanamente è assediato dal panico per il contagio, vede a rischio parte dell’attività professionale e anche i risparmi magari di una vita. L’italiano sta vivendo un fortissimo stress perché tutti gli aspetti della sua vita sono messi in discussione. Dal punto di vista dei risparmio gli mancano certezze e riferimenti storici abituali”.

E' un fenomeno che si può paragonare alla crisi del 2008 o a qualcosa di già visto nell'economia mondiale?
“Ci sono delle metafore, analogie che possono riassumere quanto stiamo vivendo. Ogni volta che c’è una grande crisi questa travolge l’economia, penso all’attacco alle torri gemelle, al fallimento dei subprime, alla crisi del 2018 molto intensa per quanto riguarda i mercati finanziari, ora c’è la tempesta perfetta come è stata chiamata questa a causa del Coronavirus. Ogni volta sembra sempre insormontabile, insuperabile. Nel 2008 i risparmiatori si accalcavano in fila agli sportelli delle primarie banche, come Unicredit e Intesa, per chiedere la liquidità dei risparmi, perchè si pensava che l’Italia fosse vicina al default. Ogni volta la crisi sembra diversa, e ogni volta sembra che non ci sarà una via di uscita sana. Biosgna fare un ragionamento di ampio respiro: il mondo è fatto di progresso scientifico, di straordinari studi che portano a risultati, il Coronavirus non è paragonabile alla peste, per il contesto sociale, tecnologico, medico scientifico, la velocità di cure e il trovare rimedi non è confrontabile”.

Lei è consulente finanziaria soprattutto dei grandi risparmiatori, a loro cosa sta consigliando?
“Tutti noi assistiamo a quelli che sono i protocolli sanitari e ci siamo abituati a sentire parlare di protocollo. Il consulente finanziario competente dovrebbe avere messo a punto un protocollo finanziario, ovvero passare dall’analisi di come ha investito il cliente a costruitigli una pianificazione per cogliere le straordinarie opportunità perchè ora i prezzi sono bassi. Spesso basta concretizzare cosa significa opportunità che per molti risparmiatori è qualcosa di nebuloso. Chiediamoci cosa sta funzionando oggi che siamo nel pieno della crisi, quali realtà stanno funzionando? Le aziende farmaceutiche, la biotecnologia, e-commerce, le catene alimentari della grande distribuzione, le telecomunicazioni. Quindi nel processo di analisi emerge che non è tutto fermo, che ci sono delle filiere produttive che stanno lavorando alla stragrande”. 

Il tessuto dei piccoli risparmiatori è minato? Cosa consiglia a chi ha piccoli gruzzoli di risparmio?
“Consiglio di mettere da parte la liquidità a prezzi molto convenienti, questo periodo infatti può essere considerato il momendo dei saldi finanziari. Con quale logica accantonare? Dando il nome di un progetto ai nostri soldi: una rendita per la pensione, il paracadute per gli imprevisti, il sogno di un appartamento al mare o in montagna o in una città, la barca, l’università dei figli e per far sì che questo diventi un vero progetto comincio ad allocare le risorse per raggiungere l’obiettivo finanziario. Potrebbe accadere tra l’altro che se non lo si fa adesso, i nostri cari potrebbero rinfacciarci che non abbiamo colto queste opportunità”.

Il governo sta agevolando in qualche modo i risparmiatori in questo momento?
“Il debito dell’Italia è molto elevato. Non possiamo aspettarci uno spiegamento di liquidità al pari di altri paesi che possono stanziare grandi capitali in maniera più facile di noi. 
Il governo può mettere in atto, come sta facendo, la sospensione di pagamenti, come i mutui, adempimenti fiscali, impegni degli imprenditori. In campo ha messo 400 miliardi di euro per le imprese a garanzia pubblica, cioè con la copertura da parte dello Stato in caso di mancato rimborso del prestito, un credito a un tasso molto vicino allo zero. Queste garanzie possano essere oggetto di assicurazione anche da parte dell’Europa. Non sono soldi a fondo perduto”.

Cosa potrebbe fare il governo per aiutare gli italiani a non mettere a rischio il proprio capitale per affrontare questo periodo di crisi?
“Va dato il segnale ai nostri imprenditori e lavoratori che tutto quello che deve essere fatto, deve essere fatto adesso, in urgenza ed emergenza. Anche la riapertura delle aziende. La fase 2 appena partirà darà uno scenario più ottimistico, rispetto ad ora. L’incertezza è pericolosa per il sistema. Dobbiamo ritornare ad acquistare, spendere, investire, altrimenti siamo un paese morto”. 

Qualcuno ha bisogno di disinvestire perché ha bisogno di liquidità?
“Fra i miei clienti no perché i patti sono chiari e quando investiamo c’è sempre una parte di liquidità per le spese correnti e un parcheggio destinato alle esigenze impreviste 
Per gli altri ho raccolto qualche emergenza in questo senso e ho consigliato di valutare delle linee di credito agevolate, in questo momento le banche hanno un approccio più elastico visto il momento, e possono erogare denaro, mettendo momentaneamente a garanzia gli investimenti del cliente ad un costo prossimo a zero. Si affronta poi il disinvestimento in un secondo momento a valori più alti”. 

Cosa si potrà imparare dal punto di vista finanziario dal Coronavirus?
Esiste l’eventualità che dopo tante nidiate di cigni bianche arrivi un cigno nero. Il riferimento è al saggio ‘Il cigno nero’, di cui consiglio la lettura o almeno la visione del film, dell’ ex trader Nassim Nicholas Taleb, esperto di scienze dell'incertezza. Il fatto è che serve essere sempre accorti nel creare all’interno dei proprio risparmi delle protezioni. Gli asset rifugio sono oro, franco svizzero, dollari americani, e non parlo di grandi somme, bastano anche poche migliaia di euro. Poi serve un’accorta diversificazione investendo a livello mondo, anche se in questo momento penso sia etico sostenere i piani italiani come nei Pir (piano italiano del risparmio)”.  

Tra i risparmiatori ed investitori di Rovigo come è stato ricevuto il colpo?
“I miei clienti, educati finanziariamente bene e che sono usciti indenni da altre crisi, sanno che il tempo è il miglior alleato per non perdere soldi, ma per arricchirsi. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario ci sono io, per loro la situazione è trasparente e nota, non sono preoccupati. Sento preoccuazione da altre persone che mi contattano, che non hanno un interlocutore e che non hanno un punto di riferimento. Ho gente che mi contatta da altre banche, altre realtà che mi consultano e lo faccio volentieri. In pratica per me è un momento di super lavoro”. 
Irene Lissandrin
Articolo di Giovedì 9 Aprile 2020

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