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ECONOMIA

Ezio Conchi: Non sputate sul piatto dove mangiate. Il riferimento all'Europa è chiaro

Il 32% del Pil italiano (prodotto interno lordo) è dato dalle esportazioni. L'Unione Europea importa dall'Italia il 66% del totale dei prodotti esportati.

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ROVIGO - Ezio Conchi esprime una riflessione di carattere generale relativa all'economia italiana con un focus su quella parte, consistente, di prodotto interno lordo generato dalle esportazioni. Due terzi di quella parte è acquistata dagli stati europei, teniamone conto.

Il 32% del Pil italiano (prodotto interno lordo)  è dato dalle esportazioni. L'Unione Europea importa dall'Italia il 66% del totale dei prodotti esportati. L'Asia il 13,9%, l'America il 13,5%. Poi a scalare, ma con poercentuali molto inferiori, gli altri Stati del mondo.
Gli Stati Europei che comprano di più dall'Italia sono: Germania con il 12,2%, Francia con il 10,5%, la Svizzera con il 5,5%, Regno Unito con il 5,2%, Spagna con il 5%.
Anche gli Stati Uniti hanno una percentuale di importazione molto elevata: 9,6%.

Le regioni del nord Italia sono quelle che esportano di più: in testa la Lombardia con il 26,7%, a seguire l'Emilia Romagnba con il 13,9 %, poi il Veneto con il 13,5%, il Piemonte con il 9,8% e Toscana con il 9%.  A scalare, ma con percentuali ridotte,  le altre regioni.
I prodotti italiani prevalentemente  esportati sono: medicinali e macchine sanitarie, macchine per impieghi speciali, automobili, abbigliamento, prodotti chimici, prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, cuoio, materiale plastico, metalli preziosi, calzature, mobili, industria alimentare (olio, frutta,  vini, formaggi, prosciutti ecc..).
L'esportazione italiana dal 2008 sino al 2019  è sempre stata in crescita, trainata dal mercato europeo come si evince dai dati sopra riportati riferiti all'anno 2019.
Ovviamente per la nostra economia ci auguriamo che gli Stati dell'Europa ed extra europei non facciano politiche nazionalistiche e che non dicano ai loro cittadini di non comprare italiano.
Visto poi che il 32% del Pil deriva dalle esportazioni riteniamo  sia buona regola, nonchè opportuno, mantenere rapporti corretti con i nostri partner commerciali. Se non sarà così, sarà difficile, poi, spiegare ai dipendenti che costruiscono la mitica Ferrari, che realizzano capi di abbigliamento che finiscono nelle vetrine di tutto il mondo, che producono prosciutti, formaggi e tanto altro ancora che non potrranno  più esportare perchè ogni Stato farà da sè.

La realtà  economica, politica e sociale è molto complessa e intrecciata sia a livello europeo che mondiale. Una realtà che va consolidata, alimentata, impreziosita, soprattutto attraverso reciproche rispettose azioni, da parte di tutti noi ed in particolare per chi ha ruoli istituzionali. Certe frasi, che purtroppo si leggono sui social,  contro  gli Stati a noi vicini, più da tifo di squadra che altro, non fanno bene all'Italia e neanche al nostro portafoglio.

 
Ezio Conchi
Liste Civiche
Cambia Rovigo e Rovigo Futura
Articolo di Giovedì 9 Aprile 2020

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