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EMERGENZA SANITARIA

Via i medici di base dal San Luca

Gilberto Bianchini capogruppo consiliare di Insieme per Trecenta, chiede al sindaco Laruccia di intervenire sulla situazione dell’Ospedale trasformato in Covid hospital. Altopolesine senza una struttura alternativa 

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TRECENTA (RO) –  È incredibile, secondo Gilberto Bianchini capogruppo consiliare di Insieme per Trecenta, il San Luca di Trecenta trasformato in Covid hospital resta senza Pronto Soccorso, ma mantiene al suo interno gli ambulatori dei medici di base.

Gilberto Bianchini chiede a gran voce al sindaco del suo paese Antonio Laruccia d’intervenire, ora il nosocomio è dedicato ai pazienti affetti dal virus Sars-Cov-2 con una scelta presa da Zaia e Compostella «… sicuramente anche con il consenso di voi sindaci dell'Alto Polesine, pur sapendo già in partenza che questa scelta avrebbe portato al non utilizzo totale del nosocomio per un lungo tempo» che si chiede se i primi cittadini si siano posti alcune domande su questioni che interessano i cittadini di Trecenta e altopolesani.

Sono temi caldi per la sanità locale, per questo Bianchini insiste ad interrogare Laruccia chiedendosi  come mai non si sia pensato subito a una struttura alternativa come l'ex ospedale di Badia Polesine.

“Anche rimanendo fermi nella scelta attuale, perché non si sono create tutte le condizioni di sicurezza funzionale e logistica affinché il Pronto soccorso continuasse ad essere un servizio per tutto l'Alto Polesine e non venisse trasformato in Base medicalizzata di soccorso territoriale, praticamente un ambulatorio per il dirottamento dei pazienti in altre strutture indipendentemente dalla gravità medica del soggetto?”, scrive inoltre Bianchini che affronta il problema della permanenza della medicina di gruppo nell’ospedale di Trecenta. Il fatto di mantenere gli ambulatori dei medici di base in quello che oggi è un Covid hospital, afferma il capogruppo di minoranza, sta preoccupando molto gli assistiti per l’alto rischio di contagio.

La domanda è sostanzialmente questa: “Perché non pensare di trasferire i medici nella struttura dell'Ostello di Sariano (frazione di Trecenta), portando al suo interno anche un centro prelievi territoriale per i pazienti che devono fare accertamenti quasi quotidiani per la cura con farmaci anticoagulanti?”.

Ugo Mariano Brasioli 

Articolo di Giovedì 16 Aprile 2020

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