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ROVIGO FINANZA 

Il "check-up emotivo" del risparmiatore

Investimenti e gestione del rischio. Nei momenti di crisi la paura è un fattore da gestire, i consigli di Paolo Rimbano, consulente finanziario

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ROVIGO - Qualche mese fa una persona che seguo mi ha chiesto: “Come fai a spiegare il tuo lavoro?” Ho risposto: “Semplicemente dicendo che aiuto le persone a gestire i loro risparmi nel tempo”. Se mi facesse oggi la stessa domanda alla mia risposta aggiungerei che aiuto le persone “difendendole dal peggior nemico del risparmiatore”.

Usando le parole di Benjamin Graham, uno dei miglior investitori di tutti i tempi e autore del libro “L’investitore intelligente”, “il peggior nemico dell’investitore è con ogni probabilità l’investitore stesso”. Non il mercato quindi, con i suoi alti e bassi, ma l’investitore, con i suoi errori comportamentali e cognitivi.

Approfondisco l’argomento nello specifico, già accennato nei precedenti articoli riguardo all’emotività nelle scelte finanziarie, perché oggi evitare gli errori comportamentali è l’unico modo per proteggere il risparmio. 

Ma quali sono questi errori cognitivi e comportamentali che il nostro cervello ci porta a compiere nella gestione del risparmio? Vi riporto di seguito i principali. Nel leggerli vi suggerisco di pensare alla vostra situazione e di fare un vostro “check-up emotivo”.

Paura e stress: ne ho già parlato, regnano in situazioni come quella attuale. Parte tutto da qui. Queste emozioni ci fanno perdere lucidità, la prospettiva. Non si guarda all’orizzonte, la crescita del proprio risparmio nel tempo, ma all’oggi, al breve termine, ossia alla perdita attuale. E la paura alimenta un circolo vizioso per il quale se oggi perdo 10 domani perderò 20… Si prendono decisioni d’impulso (vendo) senza ragionare.

Avversione alle perdite: il guadagno ci reca piacere, ma la perdita ci reca 2,5 volte più dolore del piacere che proviamo quando guadagniamo. Quindi se quando guadagniamo siamo moderatamente contenti, quando perdiamo siamo molto infelici, a volte terrorizzati. C’è grande sproporzione emotiva tra guadagno e perdita, e questo aggrava la situazione psicologica di questi momenti.

Inquadramento: sul nostro cervello ha molto impatto il modo in cui le notizie ci vengono presentate, il cosiddetto “quadro”. Notizie dei giornali, quali “bruciati 300 miliardi”, ci forniscono un quadro catastrofico e drammatico che va a rinforzare i nostri timori.

Errore di conferma: tra tutte le notizie diamo più peso a quelle che confermano il nostro punto di vista. Se ho una visione apocalittica dell’attuale momento, tra tutte le notizie che leggerò darò maggior peso a chi darà informazioni catastrofiche, perché queste confermano la mia visione, rinforzando così la paura.

Ancoraggio: assumiamo decisioni sulla base di quello che ci è accaduto in passato, l’àncora appunto. Se in passato ho perso con le azioni, questo fatto mi porta a generalizzare che “con le azioni si perde”. Se oggi ho azioni in portafoglio le vendo perché ho un’esperienza negativa, che viene rinforzata dal fatto che “di nuovo ho perso con le azioni”. In realtà la mia esperienza non è la realtà, ma quello che è successo a me perché sono stato vittima di altri errori comportamentali (ho venduto in preda alla paura, non ho diversificato, ecc.). Ma questo al nostro cervello non interessa.

Effetto gregge: facciamo quello che fanno gli altri. Se in questo momento sentiamo che i nostri amici vendono gli investimenti perché vedono tutto nero e “bisogna salvare il salvabile”, allora siamo portati a vendere anche. Non solo il virus, ma anche la paura è contagiosa. Per lo stesso motivo quando le cose vanno bene e tutti sono ottimisti, in gregge tutti entrano sui mercati, spesso in momenti sbagliati.

Se leggendo vi siete abbastanza ritrovati negli errori esposti, non preoccupatevi perché questo è ovviamente normale. Possiamo però allenarci a rendere questi meccanismi meno automatici, allenando da subito il cervello a ragionare nel modo corretto, partendo dalla realtà della storia e da chi la storia l’ha fatta.

Nella tabella che segue sono riportati i principali ribassi dei mercati registrati nella storia. Ai ribassi, di solito abbastanza brevi come durata, sono SEMPRE seguiti periodi prolungati di ripresa, nei quali i ribassi sono stati riassorbiti ed è stata creata nuova e tanta ricchezza. Questo è quello che succede. Alleniamo il cervello a questa visione, che è la realtà. Sostituiamo la parola “paura” con “opportunità” perché acquistare in un ribasso un mercato che nel tempo cresce è un’opportunità. Una delle regole di Warren Buffett, uno dei più grandi investitori di sempre: “Basta avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura”.

In questo allenamento tutto è più facile se ci facciamo aiutare da un allenatore professionista, il consulente finanziario, che ha il ruolo di educarvi ad avere la giusta prospettiva e a difendervi da voi stessi quando il vostro cervello vi porterebbe a commettere questi errori.

Paolo Rimbano
consulente finanziario

Articolo di Domenica 19 Aprile 2020

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