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EMERGENZA SANITARIA

Prova di ritorno alla normalità: riapre il mercato settimanale di Rovigo [VIDEO]

Accessi contingentati, persorso obbligatorio, distanze di sicurezza e misure di protezione. Rovigo sperimenta la Fase due dell'emergenza con la riapertura dell'appuntamento del martedì in forma limitata ai banchi degli alimentari

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ROVIGO - Sono solo 34 gli utenti del mercato contemporaneamente ammessi all'area mercatale, lungo via Grimani, sul lato del giardino delle Torri, per garantire l'assenza di assembramenti negli spazi commerciali.

Ogni banco di alimentari, gli unici ammessi all'appuntamento, ha dovuto delimitare gli spazi per gli utenti di modo da garantire il rispetto delle prudenziali distanze sociali imposte a contrasto del contagio da Coronavirus.


Mascherina e guanti per tutti, percorso indicato da Corso del Popolo verso via Sacro Cuore, in discesa, di modo da evitare "rimescolamenti" tra i clienti. Ingresso contingentato in funzione delle uscite, quindi inevitabilmente si è creata una modesta fila, anche questa, rispettosa del distanziamento ritenuto necessario.

Tra i banchi del mercato la polizia locale di Rovigo, i volontari della Protezione civile ed alcuni volontari di altre associazioni.
E' sembrato evidente l'impegno notevole per la buona riuscita della prima riapertura del mercato settimanale di Rovigo, e, in prima battuta, è stata raccolta la soddisfazione di utenti e commercianti.



Ai commercianti del mercato ha portato un saluto anche il sindaco Edoardo Gaffeo, incoraggiandoli ad aver fiducia per il futuro. “E' un secondo passo verso il ritorno alla normalità – ha detto Gaffeo -, dopo la riapertura nei giorni scorsi, di alcuni negozi, oggi apriamo un altro spiraglio verso la ripresa economia e sociale della nostra comunità. Siamo consapevoli che le difficoltà ci sono e non sono poche, ma è anche vero che la determinazione e la forza che ci contraddistingue sarà determinante per superarle. Ringrazio tutti i volontari e la Polizia locale per il prezioso contributo”.

Una unica critica riguarda il fatto che con i bar chiusi, e l'assenza di qualsiasi servizio igienico pubblico, forse un bagno chimico sarebbe potuto anche essere previsto.
Articolo di Martedì 21 Aprile 2020

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