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BILANCIO COMUNALE

Il sindaco Gaffeo al Pd comunale di Rovigo: Richeste talmente ovvie da sembrare ridicole

Emergenza Coronavirus e risorse da destinare alla ripartenza: il sindaco di Rovigo ringrazia con ironia per i suggerimenti ricevuti dal gruppo di Tosca Malagugini e prova ad uscire dalla logica di amministrare un condominio. "Sereni. lo sapevo già"

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ROVIGO - "Da oltre due mesi tutti noi viviamo la più straordinaria emergenza sanitaria che il Paese ricordi dai tempi dell’influenza spagnola (LEGGI ARTICOLO) - afferma il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo - uno sconvolgimento che non solo ha congelato la nostra vita sociale, ma soprattutto rischia di innescare la più devastante crisi socio-economica dai tempi della Grande depressione.

Da oltre due mesi questa amministrazione combatte in trincea per organizzare la vita di una città segregata, chiusa per causa di forza maggiore, impoverita, disorientata, spaventata. Lo sta facendo con le armi che ha a disposizione, e quando queste non bastano inventandosene di nuove".

Il sindaco, che afferma non aver alcun problema con il Partito democratico, ringrazia il coordinamento comunale guidato da Tosca Malagugini, che dovrebbe "conoscere molto bene queste cose essendo parte integrante della coalizione di governo della città", per avergli ricordato che non appena il bilancio dell’Ente sarà approvato si potrà cominciare a disporre di ulteriori risorse da spendere per l’emergenza Coronavirus.

"Lo rassicuro e lo invito a stare sereno sul punto, perché in effetti lo sapevo già - risponde con ironia Gaffeo - Quando lo riterrà opportuno, sarò lieto di confrontarmi su tutti i temi che vorrà mettere sul tavolo di confronto, e lo ringrazio fin d’ora se a quel tavolo, oltre che a proporre generici spostamenti di risorse tra un capitolo di spesa e l’altro, saprà apportare idee progettuali concrete sugli strumenti operativi da usare per fronteggiare la crisi".

"Monsieur de la Palisse, che come noto se non fosse morto sarebbe ancora in vita, impallidirebbe" conclude Gaffeo ricordando Jacques de La Palice, nobile e maresciallo di Francia cinquecentesco diventato famoso per la parola che porta il suo cognome, cioè “Lapalissiano”, un ragionamento così ovvio, viste le premesse, da non meritare alcuna attenzione.


 
Articolo di Giovedì 23 Aprile 2020

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