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EMERGENZA SANITARIA

Questione sanità sempre calda in Alto Polesine 

Guglielmo Brusco di Rifondazione Comunista chiede la riapertura del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Trecenta (Rovigo), da settimane è stato trasformato in Covid Hospital 

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Guglielmo Brusco

TRECENTA (RO) - “Ormai è passato quasi un mese da quando i cittadini altopolesani hanno perso, oltre ad altri servizi, anche il loro Pronto Soccorso all’Ospedale San Luca.                                         Al suo posto, il dottor Paolo De Pieri ha comunicato a chi di competenza, con nota del 30 Marzo 2020,  che a Trecenta ci sarebbe stato solo un Punto di Primo intervento”.

Lo evidenzia Guglielmo Brusco di Rifondazione Comunista Polesana, la Sanità è sempre stato un suo cavallo di battaglia, e da quando l’Ospedale di Trecenta è stato trasformato in Covid Hospital, la comunità è senza un punto di riferimento.

“L’Altopolesine è stato lasciato senza Pronto Soccorso, nel mentre, fortuna per loro, in Basso Polesine, hanno continuato ad averne due, all’interno dei loro ospedali normalmente funzionanti. C’è logica egualitaria in tutto questo?  E se non bastasse, comunque un’altra cosa evidenzia la disparità di trattamento tra diverse zone del Polesine. Non dobbiamo infatti dimenticare che al San Luca, in Alto Polesine,  prima del Covid,  c’erano solo 4 posti letto di Area Terapia Intensiva, mentre nel Medio 24 e nel Basso Polesine comunque ne erano assegnati  8.                                   Insomma, prima e durante il Coronavirus, dobbiamo essere sempre gli ultimi?  Ma siamo proprio figli di un dio minore?”.

Attacco frontale alla Lega da parte di Guglielmo Brusco  “Corazzari, Giacometti, voi che da leghisti in Regione e in Parlamento dovreste un po’ rappresentare anche l’Alto Polesine, la terra da dove siete partiti, non riuscite a fare di più? E se  non siamo egualmente tutelati e conseguentemente costretti a viaggi che aumentano spese e sofferenze per malati e famigliari, perché anche i sindaci altopolesani, su questo argomento si fanno sentire ben poco? Avete ad esempio notizie in merito,  da parte del Sindaco di Trecenta? Non gli è bastato che al San Luca, abbiano portato via quasi tutti i servizi che c’erano prima del Covid e ora non ci sia ancora un dichiarazione che ci faccia capire quando ritornerà il Pronto Soccorso?”

“Approfittiamo ora, visto che il Presidente Zaia dice che, pur nel rispetto di certe misure di sicurezza, bisognerebbe aprire. Ieri sulla stampa era riportato:  Luca Zaia si appella al Governo – “Stabilire regole minimali e aprire”. Si deve pensare che oltre ad attività, doppie case, giardini, strade, ecc.,  ha anche intenzione  di far riaprire il Pronto Soccorso del San Luca di Trecenta?

E, dopo che gli altopolesani hanno accettato che il loro ospedale sia messo a disposizione per combattere il Coronavirus, non sarebbe ora di riportare, punto per punto, i servizi ambulatoriali e di reparto all’Ospedale di Trecenta?”.

Il San Luca è una struttura importante per il territorio, in caso di grave emergenza sono tanti i chilometri da percorrere per arrivare a Rovigo “Non si riesce a combinare le generali esigenze sanitarie dei cittadini altopolesani, prima curate seppure in parte  al  San Luca, con le nuove necessità dettate dal Coronavirus?  Prevedere due percorsi diversi, utili per tutta la popolazione e non solo per coloro che sono colpiti da Coronavirus, non era e non è realizzabile?  Ci sono esempi che vanno in questa direzione e per questo chiediamo che prevalga il buon senso e che  il Pronto Soccorso ritorni rapidamente in Alto Polesine.  Un invito anche ai sindaci, affinchè facciano sentire la loro voce a difesa dei cittadini. Possono anche dire no all’apertura del Pronto Soccorso di Trecenta, far sapere ai cittadini che loro lo preferiscono non funzionante  e invitare i cittadini a recarsi a Rovigo, Adria, Porto Viro o in altri ospedali fuori Provincia. Ma almeno questi potranno sapere cosa i loro rappresentanti vogliono fare del San Luca”.

 

Articolo di Mercoledì 29 Aprile 2020

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