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ADRIA

Cgil, Cisl e Uil al direttore del Csa di Adria: Vergogna! Vattene

Cgil, Cisl e Uil unitariamente chiedono al direttore Mauro Badiale di abbandonare la struttura socio assistenziale di riviera Sant'Andrea. l'accusa è di aver cancellato una indennità per i lavoratori

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ADRIA (Rovigo) - Tanti nemici, tanto onore, si dice, ma alle volte il modivo per cui si hanno dei nemici è perchè ci si fa odiare. Questa volta il datore di lavoro dei dipendenti del Csa di Adria, la locale casa di riposo presieduta da Simone Mori, l'avrebbe fatta grossa, anzi: di più, tanto da meritare le invettive accese di tutto il mondo sindacale. Al grido di Badiale Vergogna i sindacati, per conto dei lavoratori che rappresentano, chiedono che se ne vada.

Dopo anni di battaglie contro la precedente amministrazione, presieduta da Sandra Passadore, sembrava essere arrivata la pace con la promozione di Simone Mori da consigliere del Cda (componente di minoranza affermava lui, con Passadore presidente) a presidente della struttura, ma le bandiere campeggiano ancora in riviera Sant'Andrea e gli attriti non sono risolti. La pietra dello scandalo questa volta è la cancellazione di una indennità, pochi euro affermano le sigle, fatta con sadismo: l'indennità di sostituzione per i colleghi lavoratori in malattia.

"Gli angeli al Csa di Adria sono caduti dal cielo puniti dal signore, il direttore della struttura Mauro Badiale. Un potentato che la sola Iegge, e la Regione che non sta facendo nulla per fermarlo, continua a mantenerlo in quel ruolo malgrado tutti chiedano venga sostituito e finisca questa triste storia che da troppo tempo si sta trascinando in questa struttura" sottoscrivono Davide Benazzo per Cgil, Francesco Malin per Cisl e Maria Cristiano Pavarin per Uil.

II Governo ha stanziato fondi, la regione ha stanziato fondi, con tutte le strutture stiamo discutendo come premiare i lavoratori, gli angeli, per quello che stanno facendo. I singoli cittadini, i commercianti, tutti che riconoscono con quello che possono il lavoro che fanno... ma in una sorta di sadismo che non ha giustificazione il direttore del Csa va in controtendenza, unico caso in tutta Italia... Episodio vergognoso che grida vendetta da tutte le parti.

Da anni esiste un accordo decentrato al Csa dove si prevede si utilizzino parte dei soldi destinati alia produttività per premiare chi in riposo, in ferie, dà la propria disponibilità a sostituire i colleghi assenti per malattia. Pochi euro che non cambiano la vita, ma che avevano la finalità di premiare chi si mette più in gioco, chi, sapendo cosa vuol dire aver meno personale in servizio per gli Ospiti e i propri colleghi, rinuncia a stare con la propria famiglia decide di rientrare in servizio.

Soldi che non vengono dal bilancio del Csa perchè parte del salario accessorio già dovuti ai lavoratori e che da anni avevamo deciso, per una piccola parte, di destinare ai Lavoratori in questa modo. Ma questa, ad una persona che del punire i lavoratori ha fatto il suo modus operandi, non interessa. Non gli interessa nemmeno quello che il mondo intero sta facendo o pensa di fare per questi lavoratori.

Così ha deciso di eliminare questa indennità. VERGOGNA.

La normale risposta sarebbe quella di togliere questa disponibilità da parte dei lavoratori, ma i dipendenti del Csa sono ben diversi da questa direttore, amana il loro lavoro e non vogliono creare problemi agli ospiti soprattutto in questa delicato momento.
I lavoratori, di fronte a comportamenti del genere, continuano a voler essere umani, ma chiedono a gran voce che questa direttore se ne vada da Adria".


 
Articolo di Mercoledì 29 Aprile 2020

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