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DIRITTO E TUTELA 3.0

Bollette energia elettrica, come ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato negli anni 2010-11

L'avvocato Fulvia Fois illustra il diritto sancito dalla Corte di Cassazione al rimborso dell'addizionale provinciale, accisa energia elettrica degli anni 2010-11. Come fare

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Care lettrici e cari lettori,

come molti di noi ricorderanno, nel biennio 2010-2011 nelle bollette dell’energia elettrica è stata applicata l’addizionale provinciale sull’accisa sul prelievo di energia elettrica fino a 200.000 kilowatt mensili, ad eccezione delle utenze domestiche.

L’aliquota variava da provincia a provincia, con un minimo di 0.0093 euro/kWh ad un massimo di 0.014 euro/kWh e talvolta raggiungeva anche il 10% dei consumi annui più l’Iva ad essi relativa.

L’addizionale è stata poi abrogata con un decreto del 5 gennaio 2012. Orbene, lo scorso anno è si è pronunciata sull’argomento la Corte di Cassazione con due sentenze ravvicinate (n. 27101/2019 e 27099/2019), dichiarando illegittime le norme che avevano istituito l’applicazione dell’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica perché incompatibili con la normativa comunitaria, secondo quanto già indicato dalla Direttiva 2008/118/CE.

La Suprema Corte, a fronte di ciò, ha anche sancito il diritto degli utenti finali di chiedere il rimborso di quanto indebitamente pagato.

La richiesta di rimborso, come chiarito dalla Cassazione, va rivolta direttamente al proprio fornitore di energia elettrica (Enel o altri) e ha natura civilistica.

Ciò significa, in particolare, che il diritto del consumatore finale di chiedere al proprio fornitore il rimborso di quanto indebitamente pagato si prescrive nel temine di dieci anni. Per esemplificare, il rimborso dell’addizionale di gennaio 2010 poteva essere richiesto entro gennaio 2020 e così via. Ad oggi, quindi, potrà essere richiesto il rimborso di quelle pagate da maggio 2010 a dicembre 2011.

Chi è interessato ad ottenere il rimborso e non si è ancora attivato dovrà farlo nel più breve tempo possibile per non perdere altre mensilità. Il procedimento civile non sarà di particolare complessità in quanto basterà dimostrare, bollette e pagamenti alla mano, di avere corrisposto l’addizionale per il periodo suindicato e non ancora prescritto.

Il fornitore, a sua volta, una volta divenuta definitiva la sentenza che lo obbliga al rimborso nei confronti del consumatore finale, potrà rivalersi sulll’Agenzia delle Dogane.

Ritengo la questione particolarmente interessante e importante soprattutto in questo periodo onde per cui leggete questa rubrica e usatela a vostro beneficio. Se avete dubbi o questioni da sottopormi scrivetemi a dirittoetutela3.0@gmail.com o visitate il mio sito www.studiolegalefois.it.
 

Avvocato Fulvia Fois

 

 

Articolo di Domenica 3 Maggio 2020

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