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CSA ADRIA

"I dipendenti del Csa di Adria hanno bisogno di tranquillità"

Claudio Rossi, ex candidato alla rappresentanza dei familiari della casa di riposo di Adria (Rovigo) ammonisce il nuovo Cda, specificando che ci deve essere più concertazione con il personale e che le promesse fatte devono essere mantenute

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ADRIA (Rovigo) - “Simone Mori, attuale presidente del Csa di Adria, fino a qualche mese fa acerrima controparte in consiglio d'amministrazione, lanciato a fianco del suo sindaco in una battaglia furibonda per far saltare una organizzazione “non condivisa”, oggi lascia fare, sebbene non passi settimana che dalla struttura di Riviera Sant’Andrea non si registrino tensioni e preoccupazioni". Parla così Claudio Rossi, ex candidato alla posizione di rappresentante dei familiari della casa di riposo di Adria che, nonostante la maggioranza dei voti a suo favore, non fu nominato dal sindaco Omar Barbierato (LEGGI ARTICOLO), oltre ad ex vice direttore e capo del personale dello stesso Csa. 

"È davvero singolare scoprire come una persona possa mutare le proprie idee e il proprio atteggiamento a seconda del ruolo che ricopre. L’ultimo affronto nei confronti del personale, denunciato dalla rappresentanza sindacale unitaria interna, con manifesti scritti a mano appesi all’interno della struttura, mette ancora una volta a dura prova la tenuta dell’armonia necessaria sul posto di lavoro e ancora una volta rimette in discussione il diritto dei lavoratori a vedere retribuita la loro disponibilità a garantire un servizio dignitoso, proprio quando in altre case di riposo della provincia è la stessa direzione che dialoga con il personale per annunciare loro la volontà di assegnare un riconoscimento tangibile per lo sforzo che tutti stanno esprimendo in questo periodo”.

“Fa sicuramente piacere sapere che al personale non sono state tolte indennità ma resta comunque amarezza perché il personale ha bisogno, soprattutto in questi tempi così bui, di poter lavorare concentrato ed in modo efficace ed efficiente. I programmi di lavoro già ben definiti non possono risultare compromessi a causa di decisioni apparentemente non concordate tra il Cda e la direzione".

Proseguendo: "Il mestiere dell’operatore socio-sanitario è fra i più duri per impegno fisico ma soprattutto psicologico, poiché accudire l’anziano, spesso gravemente ammalato e provato anche a causa della promiscuità in cui è
costretto, rende questo lavoro eticamente massacrante per le implicazioni personali con cui l'operatore è suo malgrado costretto a convivere tutti i giorni. È assolutamente necessario che il Csa, per la sua storia, per le professionalità che in esso lavorano, ma soprattutto per un cambio di passo necessario per il suo sviluppo futuro all'interno dell'offerta di strutture per anziani presenti sul territorio, debba mettere la parola fine alla conflittualità dei rapporti interni ed esterni".

Concludendo: "Il nuovo Cda nominato dal sindaco Barbierato con Simone Mori presidente è in carica da ormai 100 giorni, ed è arrivato il momento che si vedano quei cambiamenti e quelle migliorie tanto promesse nella campagna elettorale del 2018, ma che ancora tardano a trovare la loro concreta realizzazione. Non può più essere tollerato il disequilibrio evidente fra i dipendenti e l’amministrazione, con un Cda ed una presidenza in seria difficoltà, costretta affannosamente a rincorrere le situazioni che si creano, senza governarle ma subendole. Ne va della serenità degli ospiti e dei lavoratori, e del futuro di questa storica istituzione adriese."
Articolo di Lunedì 4 Maggio 2020

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