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CONTENZIOSI CON LE CASE DI RIPOSO

"Gli anziani meritano rispetto. Basta guerre tra poveri, ci pensi la Regione"

Le rette sono un impegno economico a volte difficile da sostenere, ma se l'anziano è malato non dovrebbero pensarci i famigliari. Chiara la posizione del Comitato art. 32 del Polesine

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ROVIGO - "Prendiamo spunto dall'ennesima sentenza (LEGGI ARTICOLO) che riguarda i diritti delle persone anziane non autosufficienti, nello specifico coloro che sono affetti in modo grave e compròmesso dal morbo di Alzheimer" affermano Vanni Destro e Cristiano Pavarin per il Comitato art. 32 sanità e sociale in Polesine.

"Mentre registriamo, ancora una volta, il silenzio assoluto da parte delle istituzioni e della politica su un tema che rappresenta da un decennio una vera emergenza nazionale, evidenziamo come un diritto costituzionale, quello di essere assistiti e curati, debba essere garantito attraverso una sentenza giuridica.
Quanto occorso all'Iras di Rovigo che si è vista rigettare da un giudice la pretesa ingiunzione di pagamento con cui si intendeva far gravare le spese della cosidetta quota alberghiera, il 50% circa di una retta per una casa di riposo, sui familiari di una persona gravemente ammalata di Alzheimer, è l'ennesima dimostrazione di come, oltre le leggi, anche dalla Regione Veneto venga gestita la questione, la stessa Regione che non paga a tutti gli aventi diritto la quota sanitaria, quando ospitati nelle strutture di assistenza, costringendo persone malate o le loro famiglie a pagare rette che arrivano a sfiorare i tre mila euro al mese".

Avverso la decisione del giudice Iras ha già annunciato che presenterà ricorso (LEGGI ARTICOLO) ricorrendo all'Appello.

"Da anni denunciamo a vari livelli istituzionali di come in Veneto non venga pienamente garantito alle persone non autosufficienti il diritto di essere assistite e curate all'interno delle strutture accreditate - continuano Destro e Pavarin - Ciò avviene per effetto delle palesi mancanze di applicazione della norma che regola i livelli essenziali della assistenza da parte della Regione, la quale esclude dal dovuto rimborso sanitario oltre un terzo degli aventi dirittoo.
Questa esclusione si riverbera, oltre che sul non autosufficiente e la sua famiglia, sui bilanci delle Case di riposo che per questo mitivo non riescono spesso a recuperare quanto spendono per garantire i necessari servizi previsti e programmati dalla Regione stessa".

"Forse il direttore dell'Iras, Giovanni Luca Avanzi, dovrebbe prendere posizione verso la Regione prima che contro i familiari di un ospite affetto da Alzheimer - sottolinea il Comitato art. 32 - e lo dovrebbero fare pure i Comuni che si vedono chiamati sovente a  coprire economicamente, in assenza di familiari, tali rette.
Malati e case di riposo non dovrebbero essere messi nella triste condinzione di farsi la guerra tra poveri.
Il presidente del Veneto Luca Zaia dovrebbe intervenire con le risorse necessarie per garantire un diritto sancito dalla legge, le strutture polesane con i propri dipendenti si sono dimostrate all'altezza, ora oltre i meriti a parole servono i fatti.
Gli anziani, ancor più se malati, meritano il rispetto che si deve a chi ha dato molto per la costruzione del Veneto attuale, non trattiamoli come zavorre economiche".

 
Articolo di Giovedì 7 Maggio 2020

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