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RUGBY TOP12

Il duro lavoro del team manager

Oltre ad essere l’uomo di fiducia di Umberto Casellato è il punto di riferimento per i giocatori della FemiCz Rovigo, ma Antonio Romeo è anche un tecnico e si occupa della videoanalisi

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Antonio Romeo, Kino Properzi e Umberto Casellato
Lo staff della Rugby Rovigo Delta

ROVIGO - E’ una sorta di ufficiale di collegamento tra la squadra, il coach e la società, ma il team manager della FemiCz Rovigo, Antonio Romeo, 48 anni, è anche un tecnico. In passato ha allenato le giovani rossoblù con ottimi risultati fino all’Under 18, e il Frassinelle, ricoprendo anche incarichi tecnici nel Comitato Veneto.

In qualità di team manager ha dovuto affrontare una situazione non semplice, un lockdown di 40 giocatori, diversi stranieri che all’inizio dell’emergenza Coronavirus non avevano ben capito cosa stesse succedendo in Italia.

Una situazione particolarmente difficile da gestire soprattutto con gli atleti extracomunitari, l'argentino Miguel Leiger è riuscito a prendere un volo per tornare in Patria solo venerdì 8 maggio, dopo una trafila burocratica imponente.

“La situazione è stata complicata - spiega il team manager Antonio Romeo - avevamo già fatto le prenotazione per il treno per recarci a Roma sul campo della Fiamme Oro quando c’è stato il primo rinvio, poi sembrava che si giocasse, la settimana dopo dovevamo affrontare il Colorno, l’abbiamo preparata come sempre, poi l’ennesimo stop.

Sotto il profilo psicologico è stata difficile da spiegare ai giocatori stranieri che all’inizio non capivano, ma un po’ tutto dopo una settimana di lockdown erano come animali in gabbia. Sono sportivi, sono abituati a muoversi, compatibilmente con le norme vigenti cercavano di tenersi in forma correndo in pista ciclabile, la speranza era quella di ripartire, poi con il blocco completo di ogni attività, la situazione è precipitata. Mamao si era allenato per due settimane, era appena arrivato, è dovuto rimanere chiuso in appartamento per un mese, per fortuna condivideva l’alloggio con James Ambrosini che parla inglese”.

La FemiCz Rovigo la momento dello stop del campionato di Top12 era al comando, + 7 su tutte, e uno stato di forma invidiabile “Eravamo a buon punto, ma non possiamo dire che lo avremo vinto, prima bisogna arrivare in finale, e poi vincerla, di sicuro avevamo un buon gruppo. Lo scudetto si vince in campo, ma la sensazione era buona, il fatto di aver vinto la Coppa Italia ci ha dato sicurezza, ma eravamo fermi alla seconda di ritorno, gli scontri diretti li avevamo fuori casa, non era così scontato arrivare primi in regular season, è vero che il clima era positivo, ma in questo sport il più forte vince”.

In città ancora i sudafricani Mienie, Momberg, Giant e Liut, e l’argentino Antl, per tutti l’eventuale rientro in patria per le vacanze, o per riabbracciare la famiglia, è un affare complicato, l’ambasciata Sudafricana a Roma risponde solo per e-mail, c’è chi aveva già prenotato il volo, tutto bloccato.

Lo stesso Carel Greeff è ancora bloccato a Firenze, il neo acquisto della FemiCz Rovigo. Gli italiani i più fortunati, uno tra gli ultimi ad abbandonare il Polesine per far ritorno a casa David Odiete, che ha anche lasciato Rovigo per una nuova avventura in Francia, non prima di aver partecipato alla distribuzione delle mascherine in piena emergenza. Lodevole. Tutti gli altri hanno raggiunto le proprie abitazioni e famiglie in totale rispetto delle norme anti Coronavirus, chiamando il proprio medico di famiglia e ponendosi poi in quarantena.

E’ più difficile gestire coach Umberto Casellato o 40 giocatori? “Casellato” non ha dubbi Antonio Romeo “Umberto è un vulcano, condivide tutto, ci chiamiamo 5-6 volte al giorno, non sta fermo un secondo, ma tra lo staff c’è grande sintonia, siamo molto uniti. I giocatori si sono dimostrati un grande gruppo, era ben assortito, molto educati, non dovevamo mai riprenderli, anche i ragazzi giovani si sono dimostrati più maturi della loro età, era facile darsi una mano”.

Un lavoro impegnativo restare al fianco di coach Casellato, un tecnico molto esigente non solo con i propri atleti. Antonio Romeo si occupa anche della videoanalisi delle partite e degli avversari, un’opera ciclopica visto che il tecnico alle 6 e 30 del mattino è già al Battaglini per visionare quanto successo il giorno precedente. Tre riunioni tecniche, la prima alla ripresa degli allenamenti dopo il match per visionare la partita, martedì e giovedì si studiano gli avversari.

Un lavoro che costa circa 4-5 ore a match tra un taglio e l’altro “Alle 8 del giorno dopo tutti i giocatori hanno a disposizione le statistiche e i clip delle partite, abbiamo un sistema condiviso, tutti gli atleti vedono i numeri individuali, una sorta di pagella”.

A dargli una mano in questo lavoro anche Giuseppe Biondi, coach Casellato vuole tutte le formazioni schierate dal prossimo avversario, statistiche complete al millesimo.

World Rugby ha appena dato il via libera con delle linee guida, se il Pro14 riprende a breve e il Sei Nazioni a ruota a settembre, è verosimile che il campionato di Top12 riparta ad ottobre, Coronavirus permettendo.

“Dovremo attendere, capire come si muoveranno Zebre e Benetton - spiega Romeo - e poi prenderemo le misure, bisogna capire come si utilizzano gli spogliatoi, forse per i primi tempi non li useremo, probabilmente sarà necessario cominciare a lavorare con piccoli gruppi”.

Coronel, Swanepoel, Greeff, rispettivamente centro, pilone destro e numero 8, tre acquisti ben assestati dalla FemiCz Rovigo, giocatori che sicuramente il team manager avrà visionato decine di volte nei “tagli” delle partite, visto che giocavano nella Lazio, Petrarca e I Medicei.

“Mi sembrano dei giocatori interessanti, Swanepoel (LEGGI ARTICOLO) ha già fatto le visite mediche, lo conoscevamo già, è un destro di quelli difficili da affrontare, molto tecnico, gli stessi giocatori che ci hanno giocato contro lo ricordano come uno difficile cliente, è una conseguenza del mercato in uscita  (D’Amico e Pavesi, ndr) ma secondo me lo abbiamo sostituto alla grande. Greeff (LEGGI ARTICOLO) lo avevamo già adocchiato tempo fa, prende spesso la linea del vantaggio, attacca bene gli spazi era un giocatore di cui avevamo bisogno. Forse perdiamo qualcosa in rimessa laterale, ma può dare la possibilità a Matteo Ferro di arrivare in fondo il campionato con il giusto minutaggio. Coronel (LEGGI ARTICOLO) fisicamente è potente, uno che ha disputato 3 World Series con l’Argentina seven, gioca primo e secondo centro, ha buone mani, potrebbe essere interessante se si ambienta nel gioco di Casellato. E’ abituato ad attaccare tutte le linee del campo. speriamo abbiamo giusta fame”.

Sulla ripresa degli allenamenti il team manager spera in agosto “forse settembre, ma anticipare sarebbe perfetto per programmare la stagione come quelle precedenti, altrimenti il programma va rivisto”.

Da tecnico è scontata una domanda in ambito giovanile, quest’anno la Franchigia Polesine U18 si è allargata con l’ingresso della FemiCz Rovigo, un anno di costruzione con Badia e Frassinelle, come sempre, quando si parte con un nuovo progetto, tutto è migliorabile.

“La franchigia era una cosa che prima o poi andava valutata, ovvero quello che ogni club coltivasse i propri giocatori fino all’U14 o U16, per poi metterli a disposizione del territorio, per ambire all’élite e indossare la maglia del Rovigo. Sicuramente c’è un grande lavoro per organizzare tutto, è partito all’improvviso, ma è un progetto che può dare i sui frutti, è la strada giusta”. Su qualche futuro rossoblù Romeo non si sbilancia “C’è qualcosa che abbiamo visto, un paio di profili interessanti che magari non saranno maturi per il Top12 subito, ma cerchiamo di sfornare già giocatori seniores. Durante la stagione Diego Antl, Guido Barion e James Ambrosini andavano a dare una mano, se si crea la giusta sinergia con aiuti della prima squadra è un cosa importante, soprattutto per i ragazzi”.

Giorgio Achilli

Articolo di Domenica 10 Maggio 2020

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