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SICUREZZA

Una scelta che fa discutere 

Una convenzione che non offre i dovuti e previsti servizi alla comunità deve essere migliorata, ma se non è possibile meglio farne a meno. Il Comune di Costa di Rovigo ora gestisce in proprio la Polizia Locale, ma la minoranza critica la scelta

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COSTA DI ROVIGO - Durante il Consiglio Comunale del 29 aprile 2020 la maggioranza ha votato il recesso del comune di Costa di Rovigo dalla Convenzione per la gestione in forma associata del servizio di Polizia Locale.

“Le problematiche riportate evidenziano una convenzione che non si sta dimostrando efficace ai fini dei servizi per la nostra Comunità. Recedere dalla stessa vuol dire però rinunciare ad una significativa voce delle entrate - sottolinea la consigliera di minoranza Moira Ferrari - derivante dai proventi delle sanzioni rilevate sull’intero territorio della Convenzione e distribuite fra i vari comuni convenzionati. Tale entrata mancante verrà bilanciata con un aumento dell’imposta IMU sulla seconda casa e sui terreni edificabili, aspetto su cui il Gruppo Consiliare di Minoranza non è d’accordo, dal momento che risulta un ulteriore aggravio fiscale per i nostri concittadini e soprattutto costituisce un disincentivo alla possibile costruzione di nuove case nel nostro comune, magari con l’insediamento di nuovi residenti, che era una delle importanti promesse elettorali”.

“La cosa però che abbiamo sottolineato in Consiglio Comunale - continua Moira Ferrari - è che di fatto vuol dire rinunciare al servizio di videosorveglianza, sicuramente da migliorare e da implementare, che in campagna elettorale era stato evidenziato come un servizio fondamentale per garantire la sicurezza del nostro territorio.

Significa anche rinunciare ai rilevatori “VeloBox” installati sul territorio comunale, che hanno svolto l’importante funzione di deterrente all’alta velocità, con problemi sicuramente ridotti rispetto a quelli che comporterebbe l’uso di dissuasori sulle strade.

Significa rinunciare di fatto a ogni tipo di vigilanza poiché il solo agente che rientrerà, si dice, sarà interessato anche da altri servizi e, cosa già sperimentata, l’attività che sarà condizionata sarà proprio quella della vigilanza sul territorio.

A nostro avviso, un piccolo comune come il nostro non è in grado di svolgere questi servizi da solo, e inoltre viene meno la possibilità per l’ente di partecipare a bandi di finanziamento in materia di videosorveglianza e pubblica sicurezza.

Per tutti questi motivi, pur non negando il fatto che una convenzione che non offre i dovuti e previsti servizi alla comunità debba essere migliorata e, in caso estremo, cambiata sul punto, abbiamo espresso la nostra contrarietà al semplice recesso, senza nel contempo una proposta di valida alternativa per il futuro che non c’è e che pone il comune in una difficile situazione anche finanziaria”.

 

                                                                                 

Articolo di Lunedì 11 Maggio 2020

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