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BASKET

Lo sport si prepara tra dubbi e speranze

La Rhodigium basket ha organizzato un corso formativo per allenatori e dirigenti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 che per gli atleti di Rovigo assume anche un problema psicologico dopo mesi di stop

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ROVIGO - Il mondo dello sport si è fermato ormai da fine febbraio, quasi contemporaneamente, a causa della grave pandemia da Covid-19.

La vita di tutti è improvvisamente cambiata e se le limitazioni sono state giustamente disposte a salvaguardia della salute, atleti e atlete, rinchiusi in casa, hanno perso improvvisamente i riferimenti delle loro giornate fatti di scuola, sport, musica…

All’inizio era sembrata una bella vacanza, una lunga coda del carnevale. Si andava a spasso in bicicletta e si guardava la televisione anche al mattino. Poi la vacanza è finita di colpo, le città sono diventate deserte, non era più possibile andare al parco, agli allenamenti, a trovare gli amici e le giornate, quasi tutte illuminate da un sole che invitava ad uscire, sono state scandite da un flusso continuo di informazioni televisive minacciose e da limiti anche alle normali relazioni affettive familiari come quelle con i nonni.

In questo difficile contesto Il direttivo della Rhodigium Basket ha iniziato subito ad incontrarsi virtualmente e si interroga costantemente, in modo da non farsi trovare impreparato, per immaginare lo scenario che si presenterà non appena sarà possibile tornare, anche se con modalità diverse, a giocare.

E’ apparsa ben presto evidente la necessità di cercare di mantenere le relazioni all’interno delle numerose squadre per cui, oramai da più di un mese, gli allenatori svolgono, attraverso piattaforme dedicate, allenamenti che stanno riscuotendo un grande successo tra i ragazzi, combattendo l’apatia che si manifesta rimanendo inattivi e permettendo di conservare una adeguata condizione fisica e di proseguire la relazione con il gruppo.

Con il passare delle settimane il ritorno allo sport si è definito in tutta la sua complessità per le incertezze legate al convergere non solo delle evidenti problematiche sanitarie e delle conseguenti competenze organizzative e tecniche necessarie per gestire un nuovo modo di giocare.

La vera urgenza, come hanno segnalato le famiglie alla società, ma è stato anche rilevato da ricerche promosse a livello internazionale, sarà riuscire ad aiutare i ragazzi ad uscire da questo momento, superare le fragilità che si sono create recuperando serenità verso il futuro.

E’ questo un momento storico che ci richiede grande responsabilità e nuove competenze trasversali -afferma la presidente Mariapaola Galasso - e che abbiamo pensato di potenziare attraverso un percorso formativo dedicato ai nostri allenatori e ai dirigenti che potranno confrontarsi con esperti dei diversi settori per chiarire direttamente dubbi, perplessità e iniziare a pianificare in modo nuovo il futuro sportivo”.

Primo appuntamento venerdì 15 maggio alle ore 21.15 con la dottoressa Silvia Rizzi psicologa dello sport.

Articolo di Martedì 12 Maggio 2020

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