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INQUINAMENTO VILLADOSE

Dopo centinaia di segnalazioni scatta l’ordinanza di messa in sicurezza per la Fresenius

Ennesima conferma per Terre Nostre: il sindaco di Villadose Gino Alessio ordina a Fresenius di bonificare la condotta e la scolina dopo le indagini di Arpav. Veneto Verde: tolleranza e connivenza va contrastata alzando la voce

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VILLADOSE (RO) - E’ stata pubblicata all'Albo Pretorio del Comune di Villadose in data 12 maggio l'ordinanza sindacale per la pulizia di una condotta e fossato in zona industriale.

Questa ordinanza dice che, vista la comunicazione di Arpav a seguito delle verifiche eseguite dal proprio personale nelle quali è stata rilevata la presenza di solventi organici nella rete fognaria  e nella scolina interpoderale della ditta Fresenius Kabi Ipsum, il sindaco ordina a  Fresenius Kabi Ipsum srl  di provvedere all’immediata messa in sicurezza, bonifica della condotta e della  scolina, trasmissione al Comune una relazione in merito agli interventi e allo smaltimento del materiale asportato.

Terre Nostre Villadose “prende atto che le proteste dei cittadini cominciano ad essere ascoltate, anche se molto in ritardo in rapporto a tutto quello che abbiamo dovuto subire in questi anni, come ben sanno gli abitanti di Villadose e Ceregnano.

Questa iniziativa, come si capisce dall’Ordinanza, è sollecitata da Arpav al sindaco Gino Alessio “un sindaco a fine mandato - evidenzia Terre Nostre - a pandemia in corso, che è stato completamente assente nel confronto aperto e chiaro con la cittadinanza per quanto riguarda  i problemi della Zona Industriale, che non ha mai organizzato quell’assemblea aperta a tutta la popolazione chiesta ripetutamente negli incontri organizzati a Pezzoli. Tutte le belle parole e i bei commenti sui social in questo periodo di pandemia a poco servono se non sono seguite da un vero, concreto interesse per la salute dei propri cittadini.

Un sindaco che si è trincerato sempre dietro discorsi fatti in consigli comunali, peraltro mai pubblicizzati all’interno delle pagine social del comune stesso dove gli piace tanto scrivere,  sindaco che si è dimostrato sempre manchevole in trasparenza. Le segnalazioni, al Comune, ad Arpav, ai Carabinieri, ai Vigili del fuoco, all’Ulss 5, da 4 anni a questa parte sono state centinaia. Lui se ne andrà senza avere di fatto mosso un dito per contrastare efficacemente e risolvere un problema che, evidentemente,  c’è .

Il comportamento blando e cedevole della giunta comunale, con assessori che ci hanno deriso per questi allarmi, come ci avevano deriso sulla questione visoni, è stato assolutamente simile a quello di Ponzio Pilato, lavandosi le mani dietro un non siamo tecnici".

Ivaldo Vernelli di Veneto Verde, anche a seguito dei fatti di Marghera (LEGGI ARTICOLO), commenta: "L'attenzione della popolazione nei territori ove sono insediate fabbriche chimiche o farmaceutiche è molto inferiore a quanto sarebbe necessario per poter esercitare una forte vigilanza pubblica.
La tolleranza e spesso la connivenza di comuni, province va contrastata alzando la voce e imponendo ai sindaci di svolgere il loro ruolo di massima autorità per la sicurezza sanitaria delle città. I controlli debbono essere programmati con periodicità, gli esiti debbono essere pubblicati, i piani di sicurezza delle aziende per prevenire incidenti o situazioni di grave emergenza per la salute debbono essere consultabili".

"La Provincia di Rovigo, presso la quale si sta provvedendo alla revisione dell’Aia di Fresenius Kabi - continua Terre Nostre - deve confrontarsi con i cittadini e con i comitati su quello che intende concedere ancora a questa azienda, alla luce di quello che oramai è senza ombra di dubbio un comportamento poco rispettoso delle direttive imposte dalle precedenti Aia.

L’Ulss 5, tramite la dottoressa Casale,  aveva dato un chiaro messaggio di allarme e di attenzione nei confronti di quello che sta succedendo, all’assemblea tenutasi a Pezzoli lo scorso anno, parlando di una, forse più,  sostanze cancerogene rilevata nelle emissioni dell’azienda. Vogliamo ora un chiaro pronunciamento dell’Ulss 5 in merito a ciò, che chiarisca con dati certi la portata del pericolo, evidenziando i parametri e gli studi di riferimento: sia messo nero su bianco quali rischi stiamo correndo.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni? Quale il futuro dei nostri figli? Ora che, dopo anni di proteste, si sono puntati gli occhi e il naso, sarebbe il caso di non distoglierli”.

 

 

Articolo di Sabato 16 Maggio 2020

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