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AMBIENTE

Dopo la condanna per la strage arriva l’ordine di bonificare la Coimpo

Pagnin e Luise dovranno bonificare il sito della Coimpo di Ca’Emo. Lo stabilisce l’ordinanza del Sindaco di Adria, in base alla sentenza del tribunale di Rovigo

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ADRIA (RO) - Gianni Pagnin, Mauro Luise, rispettivamente ex presidente e responsabile tecnico dell’azienda di lavorazione fanghi di Ca Emo di Adria, dovranno provvedere entro 30 giorni dal ricevimento dell’ordinanza firmata dal sindaco di Adria Omar Barbierato, a presentare un piano dettagliato degli interventi e relativo crono programma per la  messa in sicurezza del sito. Una volta approvato il piano per la bonifica del sito, Pagnin e Luise dovranno procedere  all’esecuzione degli interventi necessari di ripristino del sito  di viale America, per  prevenire potenziali pericoli a tutela dell’incolumità, della salute dei cittadini e dell’ambiente.

La vicenda della Coimpo ha profondamente ferito il Polesine e distrutto per sempre quattro famiglie (LEGGI ARTICOLO) https://www.rovigooggi.it/n/92681/2019-10-29/strage-coimpo-5-anni-dopo-la-prima-sentenza-sei-condanne-e-due-assoluzioni . Una strage sul lavoro che ha scoperchiato un problema che si trascinava da anni, un danno ambientale incalcolabile.

Una maledetta nube tossica, durante le operazioni di svernamento e pulizia di una cisterna, uccise Nicolò Bellato, 28 anni, di Adria, Marco Berti, 47 anni, di Rovigo, Paolo Valesella, 53 anni, di Adria, e Giuseppe Baldan, 48 anni, di Campolongo Maggiore, autotrasportatore per una ditta esterna.

Nell’impianto di  Ca Emo infatti, risultano stoccati in silos e vasche, ingenti quantitativi di materiale, ancora  al vaglio delle autorità competenti  per i necessari accertamenti sulla loro criticità in seguito alle problematiche  di carattere ambientali  e/o igienico-sanitario evidenziate   nella relazione tecnica del 26 settembre 2019 dell’ARPAV, dalla quale si rileva “che la situazione comporta periodici sfoghi di fango e trafilamenti liquidi dalle vasche in corrispondenza dei giunti tra i pannelli in CLS, anche con fenomeni di sprigionamento in pressione. I fanghi e i colaticci che vengono a sversarsi sui piazzali vengono poi dilavati in occasione delle piogge e finiscono in vasca di prima pioggia e quindi nel fossato perimetrale”.

“I campionamenti annuali eseguiti dal 2017 al 2019, hanno permesso di rilevare negli acquiferi sottostanti l’impianto, collocato in corrispondenza della vasca D, presenta valori di contaminazione per conducibilità, COD, Arsenico, Potassio e PFAS maggiori rispetto a quelli degli altri tre piezometri, segnale di un comportamento anomalo. Si ravvede quindi la necessità di mettere in sicurezza l’impianto (tenuta vasche o allontanamento dei fanghi) onde evitare l’incorrere in situazione di contaminazione dei terreni e delle falde circostanti, i cui primi segnali sono già evidenti.”

L’Autorità Giudiziaria nel corso dei procedimenti penali nei confronti di coloro che hanno amministrato e gestito la  Coimpo nel corso degli anni, con sentenza emessa in pubblica udienza in data 11 dicembre 2019 nell’ambito del procedimento penale n. 1096/18 R.G.N.R., il Tribunale Penale di Rovigo, così si pronunciava: “[..] Dichiara Gianni Pagnin e Mauro Luise responsabili del reato loro ascritto e li condanna alla pena di anni tre di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e alle spese di cautela. Visti gli artt. 260 comma 2 D. Lvo 152/2006, 28, 30, 32 bis, 32 ter, 452 terdecies c.p. [..]ordina a entrambi gli imputati il ripristino dello stato dell’ambiente con riferimento al sito Coimpo”; e che dalle motivazioni di recente depositate evidenziano l’obbligo da parte di Gianni Pagnin e Mauro Luise di porre in essere tutte le idonee iniziative per il ripristino del sito Coimpo.

Articolo di Martedì 19 Maggio 2020

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