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EMERGENZA SANITARIA

Per il Rotary club Altopolesano non c‘è stato il lockdown del cuore 

Mille mascherine chirurgiche alla Casa del Sorriso di Badia Polesine (Rovigo) grazie al Rotary club Badia-Lendinara-Alto Polesine 

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BADIA POLESINE (RO) – Oggi è stato dato seguito all’impegno di solidarietà nell’emergenza Covid-19 assunto in aprile (LEGGI ARTICOLO) dal Rotary club Badia-Lendinara-Alto Polesine che ha donato altre 1.000 mascherine chirurgiche alla Casa del Sorriso di Badia Polesine. Nel primo pomeriggio, infatti, il presidente del club Martino Beggio ha consegnato al Coordinatore dei Servizi della Casa Marco Emanuele (v. foto) altri mille dispositivi di protezione individuale, utili per gli ospiti anziani della struttura e per gli Operatori che li assistono.

“Forse è una goccia nel mare, ha ribadito il presidente Beggio, ma ogni goccia alimenta il fiume della solidarietà che si spera possa contribuire a lenire i disagi di un’emergenza tutt’affatto conclusa”.

Il presidente della Struttura Tommaso Zerbinati ha elogiato il Club per la sensibilità dimostrata “… un aiuto graditissimo che concorre ad alleviare le difficoltà che pur nella fase 2  affliggono la nostra Casa, con  un aggravio di costi imprevisti per l’emergenza sanitaria”.  Avere a disposizione questi dispositivi consente all’Ente di risparmiare qualcosa sul bilancio che la pandemia ha gravato. “in questa emergenza, ha aggiunto il Presidente, devo almeno riconoscere che al  lockdown territoriale non ha fatto seguito il lockdown del cuore e la generosità della comunità, non solo rotariana, non è mai mancata”.

Nell’occasione Zerbinati si è soffermato a commentare i risultati fin qui raggiunti nella salvaguardia della salute degli ospiti. “Con un pizzico di fortuna e grazie alle scelte rigorose adottate, a oggi non risultano positivi nella nostra struttura, per questo, voglio ringraziare i familiari che obtorto collo hanno accettato la clausura dei propri cari e, ancor più, i nostri dipendenti che con senso di ammirevole responsabilità si sono coscienziosamente uniformati anche fuori servizio con comportamenti di tutela per tutti”. Prima di chiudere l’accesso ai familiari, confida Zerbinati, c’è stata una valutazione del rischio, infatti, i 130/160 accessi giornalieri registrati di congiunti in struttura costituiva un elevato fattore di rischio per le persone fragili ospitate: “Vietare l’ingresso ai familiari è stato difficile ma necessario, fortunatamente l’isolamento è stato attenuato dal servizio di videochiama attivato”. “Ai familiari che mi chiedono quando potranno rientrare dico che questo non sarà possibile prima della fine di giugno, finché continuerà lo screening regionale (tampone ogni venti giorni e sierologico ogni dieci) però in ogni caso anche dopo non sarà più come prima e dovremo prevedere un’area d’incontro con tutti i dispositivi di protezione previsti”. La preoccupazione del Presidente va ovviamente anche alla ricaduta sui costi: “Oggi una mascherina ci costa 98centesimi (prima erano a 20centesimi) per non parlare dei guanti che costavano 2,7 centesimi ed ora 8centesimi, per cui ciascun kit supera l’euro, senza contare il gel per le mani”. Per la cronaca i camici monouso, utilizzati dal personale della Casa, che prima costavano 25centesimi ora sono proposti a oltre 4euro e cinquanta centesimi.

Entusiastico, infine, il ringraziamento di Marco Emanuele che senza giri di parole ha commentato: “Il dono del Rotary è stato utilissimo perché l’emergenza per noi non è finita e le mascherine chirurgiche sono oggi introvabili”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 19 Maggio 2020

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