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EMERGENZA SANITARIA

Zaia: "Assembramento e non uso della mascherina sono due effrazioni. Il contagio è reato". Ecco la rivoluzione nella processazione dei tamponi

Roberto Rigoli, l'uomo dei tamponi di massa per il Coronavirus da Luca Zaia, presidente del Veneto, che denuncia: “Mi arrivano tantissimi video di Happy hours” e annuncia la messa in onda spot crudele per risvegliare le coscienze.

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VENEZIA MARGHERA - Il bollettino del Coronavirus in Veneto il 20 maggio. 536mila tamponi, 19.030 tamponi; 3.216 dimessi (+15); 3.459 isolamento (-189 rispetto a ieri); 575 ricoverati) metù Covid e meta negativizzati); 47 persone in terapia intensiva. 1333 morti in ospedale. 89 nati nelle ultime 24 ore.

SPOT. Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, annuncia uno “spot crudele”, crudo, “a me interessa salvare la vita dei veneti” spiega. “Con questo spot la gente capirà cosa significa andare agli happy hours senza mascherina”. 

VIDEO DEGLI HAPPY HOURS. Il presidente racconta che “una miriade di cittadini, dei quali 90 per cento giovani, mi manda video di assembramenti e senza mascherina. Una ragazza mi scrive: ‘Sto aspettando il 3 giugno per volare da un mio amore fuori regione, cittadina d’Italia e non solo del mio Veneto. La vera libertà così è sempre più lontana'”. “Credo ancora nel dialogo, - dice Zaia - penso che i ragazzi sappiano che gli parliamo perché è fondamentale un lavoro di squadra. Nessuno vieta happy hours e spritz, ciò che non va fatto sono gli assembramenti e serve mettere la mascherina, fino al 2 giugno, così capiamo se siamo davanti ad un virus che si è spompato o se c’è ancora”.  "I ragazzi hanno l'occasione di dimostrare il loro senso di responsabilità: non dico di non andare al bar, ma di usare tutte le accortezze. L'obbligo di vigilanza da parte dei gestori c'è, faccio appello ai gestori che assembramento e mancato uso della mascherina sono due infrazioni".

MASCHERINA. “Se riprendono i contagi il vortice di contatti, degli happy hours per esempio, ci impedisce di ricostruire la storia, per evitare questo basta portare la mascherina” continua Zaia.

RIVOLUZIONE NELLA PROCESSAZIONE DEI TAMPONI. Un ospite speciale c’è oggi nella sede regionale della Protezione civile del Veneto accanto a Luca Zaia. Il dottor Roberto Rigoli, primario di microbiologia di Verona, che annuncia la rivoluzione nella processazione dei tamponi per Coronavirus, introduce la metodica proprio Zaia. “Se facciamo 12mila tamponi, abbiamo 12mila provetta, 12 mila procedure. Se invece di analizzarli ad uno ad uno mettiamo un po’ di virus in un campione in una singola provetta e la mescoliamo, facciamo l'analisi della provetta: se la provetta ci dà una positività allora torniamo ad analizzare le singole procette campione. Il dottor Rigoli lo ha già sperimentato, si fa un campione e se si trova una positività la si va a cercare”.

A TREVISO UNA MACCHINA HA PRESO FUOCO. Rigoli: “E’ frutto del lavoro di tutte le microbiologia del Veneto che lo hanno sperimentato, l’idea è venuta perché sono aumentati tantissimo i tamponi, il personale sanitario rifà il tampone ogni 20 giorni, ogni 10 giorni il personale dei reparti a rischio, contemporaneamente ci siamo accorti che gli strumenti per la microbiologia molecolare non sono costruiti per lavorare 24 ore su 24, alcuni prendono fuoco, come è successo l’altro giorno a Treviso, dove abbiamo preso l’estintore e spento le fiamme”.

“Questo è possibile perché la percentuale di negativi è molto alta. Il primo passaggio con pol di 5 provette ha funzionato ed è stato valicato scientificamente. A Treviso c’è il prototipo perché tutta questa procedura venga automatizzata. Il codice a barre permette di identificare la provetta pol. La procedura verrà distribuita a tutte le microbiologia del Veneto che aumenteranno la produttività. A Treviso stanno sperimentando l’automatizzazione con il robotizzo (un pipettatore) che registra ogni passaggio attraverso al codice a barre, l’errore è pari a zero, ed è una procedura organizzata a basso costo, già con validazione scientifica” spiega Rigoli. 

Un approccio adottato da anni al centro trasfusionale, applicabile quando c’è una percentuale di negativi molto alta. “Prima non potevamo farlo. Risparmio enorme, un test costa 18-20 euro, su poll di 10 costa 1,8 euro. Stiamo facendo una sperimentazione da 5, gia validata e pensiamo di arrivare a 10”.
Nel momento in cui riparte la curva questo sistema deve essere abbandonato, specifica Rigoli.

 

Articolo di Mercoledì 20 Maggio 2020

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