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RUGBY

La finale

Maggio mese di playoff, Rovigo vive per un anno intero attendendo le partite decisive, finale di rugby che purtroppo non ci sarà, per la FemiCz lo scudetto era alla portata

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Rugby Rovigo campione d'Italia nel maggio del 1988 a Roma (foto Donzelli)

ROVIGO - Finalmente anche quest’anno il massimo campionato di rugby sta volgendo al termine, manca solo una settimana, la più lunga, quella che ci porterà alla finale.

Purtroppo per il Rovigo per la prima volta sono stati organizzati i play-off, per attirare più interesse da parte dei media, si dice da parte della Federazione. Ma tutto ciò ha comportato, almeno dal mio punto di vista, una piccola ingiustizia, dato che la Rugby Rovigo è arrivata prima al termine del campionato regolare, e avanza quindi di diritto tutte le giuste ambizioni per pretendere per se l’ambito Scudetto italiano. C’è ancora da superare l’ultimo scoglio: la finale per il titolo, che si svolgerà per l’occasione a Roma, allo stadio Flaminio, il prossimo 28 maggio! 

Mai come in passato la città ha vissuto un fermento e uno spasimo tale per assistere a questa finale. Si è addirittura organizzato un treno da parte delle ferrovie dello Stato, e chissà quante corriere e mezzi propri per raggiungere la capitale d’Italia. 

D’altronde l’attesa non poteva essere più gravida di speranza e di fiducia nei nostri eroi, dopo l’incredibile vittoria nella “bella” contro i nostri acerrimi e storici nemici del Petrarca.  La nostra mischia è una macchina da guerra, nessuno ci è superiore, i trequarti sono il meglio che abbiamo mai potuto avere da anni, con i giovani Ravanelli, Brunello, Capitozzo e il possente Stefano Bordon che quel genio di Smith ha avuto la brillante idea di spostare da n.8 a 13, non possiamo temere nessuno. Nass conosce a memoria le movenze di Mirko Visentin e ha un’intesa più che fraterna con Lola Osti. Non oso pensare a quello che potrebbe succedere se dovessimo vincere. Questo scudetto è il più importante della storia della Rugby Rovigo: sarebbe il decimo, quello che farebbe cucire la stella sulla maglia rossoblu, indossarla sarà ancora più orgoglioso e responsabile. 

Sono sicuro che sarà una grande partita. I nostri ragazzi non si lasceranno scappare l’occasione emetteranno subito sotto il temibile Benetton, che da un po’ di tempo a questa parte, da quando I fratelli del maglione multicolore hanno acquistato la società ci fanno tribolare, soprattutto dopo l’ingaggio del nostro “figliol prodigo” Stefano Bettarello, un vero talento, un genio, ma che come tutti i geni hanno bisogno di esprimersi liberamente e così a Treviso, purtroppo per noi, Stefano ha trovato la sua seconda casa. 

Dopo la partita di spareggio con il Petrarca i nostri si sono stancati molto e hanno sulle gambe una settimana di riposo in meno rispetto ai nostri avversari. Questo ha fatto decidere la presidenza di portare al squadra ad Albarella per trovare la concentrazione migliore, riposarsi e restare un po’ alla larga dalla città, dalla stampa e dall’attesa da parte dei tifosi che ad ogni più sospinto salutano affettuosamente i giocatori manifestando tutto il loro caloroso affetto, ma allo stesso tempo anche le aspettative di vittoria. Questo, il tifoso non lo sa, a volte può infastidire un giocatore e gravarlo di maggiori pensieri. 

Ma sono sicuro che tutto andrà bene, tutti ne siamo convinti, il destino deve essere dalla nostra parte, e anche se le cose non dovessero andare bene subito per il verso giusto, sono sicuro che alla fine qualcosa accadrà, perché vado a Roma con Lei, la mia fidanzatina. Ci siamo piaciuti subito, Lei assomiglia a Sophie Marsceau del “Tempo delle Mele”, e per me è la ragazza più carina e dolce della città, e anche se frequentiamo scuole diverse, non vediamo l’ora di vederci appena finiti i compiti, o di telefonarci, quando ho un gettone, perché da casa mia mi vergogno…..

Mah! Mi è sembrato come per un attimo. Mi scusi un momento il lettore. Devo avere avuto come un sogno. O ieri sera ho mangiato pesante, oppure può essere un impressione dovuta a questo particolare periodo dell’anno, quando qui a Rovigo da sempre il tempo si carica di aspettative di successo, ma anche di momenti di tristezza e scoraggiamento, fatto sta che devo avere avuto come un attimo di ricordo. Bisogna ammettere però che da sempre qui a Rovigo in questo mese, a prescindere dagli eventi, non si manca di issare in alto lo stellone rossoblu, e mostrare all’Italia intera tutto il suo grande cuore. 

Devono essere stati questi pensieri, che mi hanno tratto in un errore madornale: il campionato quest’anno si è concluso mestamente per decisione federale ai primi di marzo a seguito dell’imprevista emergenza sanitaria che ha travolto l’Italia intera interrompendo di facto qualsiasi attività umana, tranne le essenziali. 

E così mi do dello stupido da solo. Non è vero niente che ci sarà sabato prossimo un a finale scudetto con la Rugby Rovigo, quella finale poi è già stata vissuta, più di trent’anni fa e vinta sotto la pioggia battente con grande sofferenza e gioia all’ultimo minuto, in maniera insperata. 

Ma quello che rimane di tutta questa lontana storia nel tempo sei Tu, che sei ancora con me, e questa è la cosa più importante di tutte, più di mille scudetti della Rugby Rovigo. Tvb L.N.

Stefano Padovan

 

Articolo di Giovedì 21 Maggio 2020

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