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POLITICA ADRIA

Barbierato: La minoranza ha preferito consumare una pizza invece di aiutare la propria città

La primo cittadino di Adria (Rovigo) critica il comportamento dei consiglieri di minoranza, che hanno lasciato l'aula virtuale dopo l'intervento del sindaco al rientro dopo l'arrivo dei carabinieri

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ADRIA (Rovigo) - Nel corso del secondo giorno del consiglio comunale, martedì 20 maggio, le liste che sostengono il sindaco Omar Barbierato hanno esposto l’emendamento in cui venivano dettagliati i capitoli di bilancio, oggetto di spostamento di risorse economiche. Successivamente sono stati letti gli emendamenti proposti dalla Lega e Fratelli d’Italia.

"Proposte che a fine consiglio dovevano maturare in un maxi emendamento che partiva dai sei punti in comune, proposti da una parte dalla maggioranza e dall’altra parte dall’opposizione di Fratelli d’Italia e Lega. Sei capitoli dai quali emergeva il volere di prelevare risorse destinate alla rassegna teatrale, alla festa e attività con le città gemellate, alle associazioni, al turismo e alle iniziative ricreative". Così il sindaco Omar Barbierato. 

“Tolti i 6 punti in comune tra l’emendamento della maggioranza civica e i 16 emendamenti presentati dalla minoranza, non c’è stato modo di trattare e quindi vagliare insieme all’opposizione il maxi emendamento, a causa dell’abbandono virtuale dall’aula dei consiglieri che hanno messo a frutto la loro carriera da ex amministratori. Forze politiche che volutamente hanno abbandonato l’aula virtuale nel momento in cui si dovevano trattare i vari punti del potenziale emendamento, per consumare una pizza in compagnia in sala consigliare senza pensare alla situazione di difficoltà per tanti cittadini che non hanno niente da mettere sul piatto e le attività attendono i contribuiti a fondo perduto per ripartire”.  

Proseguendo: "L’ostruzionismo dell’opposizione è iniziato con il tentativo della minoranza nel voler approvare prima il bilancio e poi gli emendamenti, questo non avrebbe permesso di rendere disponibili le risorse, perché tra l’approvazione del bilancio e gli emendamenti dovevano trascorrere almeno quindici/trenta giorni per consentire la trattazione della variazione al bilancio previsionale prima in commissione e poi di nuovo in consiglio comunale". 
Articolo di Venerdì 22 Maggio 2020

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