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IMMIGRAZIONE PREFETTURA ROVIGO

L'incredibile sistemazione dei 50 migranti nella villa veneta di Loreo. L'indignazione di Bartolomeo Amidei [VIDEO]

Il sindaco Moreno Gasparini conferma la sua convocazione in Prefettura per martedì prossimo al tavolo di sicurezza pubblica. La rabbia e l'indignazione di Bartolomeo Amidei

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LOREO (Rovigo) - Bisogna impostare il navigatore dell'auto per raggiungere con facilità il termine di via Retinella a Loreo, quando la strada finisce ed incrocia un ramo del Po in un contesto da favola, un meraviglioso angolo di natura incontaminata.
Campagna alla destra, due immobili a sinistra, villa Anconetta, di proprietà dei fratelli Amidei, Bartolomeo è uno dei due soci, e la villa della tenuta dei Papadopoli, nobili veneziani con presidio sul Canal Grande e villa nelle campagne polesane.

Siamo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600, lungo il canale del Po il più antico squero dei serenissimi che produce una imbarcazione alla "gondola", divenuta famosissima in città, Venezia, tanto da essere in uso oggigiorno.
In questo contesto si inserisce la riqualificazione del fabbricato di proprietà di Amidei, ex sindaco di Loreo, con un passato di senatore, oggi aderente al partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia, che, svestiti i panni di politico parla da cittadino, imprenditore, che ha trasformato quest'angolo di natura in una meravigliosa struttura ricettiva turistica.
Da una settimana villa Anconetta è anche fattoria didattica e nel proprio giardino troverà, di nuovo, la presenza di una cinquantina di immigrati che ambiscono allo status di profughi.


Già per quasi tre anni la villa veneta è stato il rifugio di una ottantina di migranti, fino ad agosto 2018, poi l'ultimazione dei lavori di sistemazione di villa Anconetta, il debutto dell'attività, apprezzata dai clienti, tanto che anche nella giornata di sabato mattina gli spazi erano occupati per un corso aziendale in un contesto eco-friendly e di pregio, quindi il Coronavirus e lo stop alle prenotazioni.

"Una doccia fredda alla ripresa, attesa, del lavoro di accoglienza turistica - afferma Bartolomeo Amidei - quella della conferma del ritorno in loco di una cinquantina di migranti, con porte e finestre direttamente nel giardino in quanto il sottoscritto è proprietario fino al muro dell'abitazione. Se si volesse contare la distanza tra il muro di villa Anconetta e la villa veneta dei migranti è poco meno di 7 metri, ma ribadisco che il vialetto che separa i fabbricati è di proprietà di villa Anconetta".

Bartolomei è categorico: le due attività, quelle di accoglienza migranti e quella turistico ricettiva già avviata da villa Anconetta sono INCOMPATIBILI e producono un danno certo, documentabile dall'esperienza passata terminata ad agosto 2018 che non merita di essere ripetuta.
L'amministrazione comunale di Loreo, la prefettura della provincia di Rovigo, in rappresentanza del governo di Roma, non deve e non può prescindere dalla priorità di non danneggiare un italiano, che si è impegnato per il Paese, piuttosto che rispondere ad una esigenza, condivisibile se si parla di accoglienza diffusa, che non può essere esercitata in questa maniera. Non siamo in una fase emergenziale, le strutture di accoglienza sono vuote, perchè decidere di mettere 50 migranti in giardino nel mio bed and brekfast? Questa è la morte della mia attività, già messa in ginocchio dal Covid-19 e già danneggiata per tre anni dai migranti".

Il sindaco di Loreo Moreno Gasparini conferma la notizia dell'imminente arrivo di decine di migranti, sicuramente più di 40 e meno di 50, già integrati nel territorio veneto in quanto raccolti da diverse situazioni di ospitalità e riuniti ora sotto lo stesso tetto nella villa veneta di Loreo.

Gasparini afferma che martedì prossimo vi sarà l'incontro chiarificatorio con la prefettura ed il comitato di pubblica sicurezza con questore, comandante dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. In quella occasione il sindaco Gasparini ribadirà che il territorio loredano "ha già dato in passato", ha già pagato un prezzo altissimo per questa convivenza forzata, che deve limitare il danno al minore possibile.

"Mettersi di traverso alle istituzioni non paga, bisogna costruire percorsi di uscita con date certe. L'impegno dell'amministrazione è quello di essere al fianco dei cittadini, anche di Amidei che è chiaramente ed inequivocabilmente danneggiato da una situazione che ha già subito".
Articolo di Sabato 23 Maggio 2020

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