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VOTO IN CONSIGLIO

Lista Menon: "Coraggio zero sul zero consumo di suolo"

A Rovigo il gruppo Menon commenta la delusione per la bocciatura della propria mozione che avrebbe limitato il futuro edificabile della città

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ROVIGO - Il consiglio comunale di venerdì 22 maggio ha bocciato la mozione della lista Menon. Niente di cui stupirsi visto che il gruppo Menon è in minoranza, ma si trattava di un argomento chiave: il consumo di suolo e l'applicazione della normativa europea e regionale.
Un tema piuttosto complesso, non riassumibile in due parole, che il sindaco Edoardo Gaffeo ha spiegato (LEGGI ARTICOLO) prima del voto. Il voto di fatto è diventato strumento per misurare pesi ed equilibri, una vera serataccia per la maggioranza, più che una vera e propria posizione sul tema (LEGGI ARTICOLO). Mattia Milan, della lista Menon assieme a Silvia Menon, Marco Bonvento, Damiano Sette, interviene a nome e per conto della lista, raccontando la delusione dell'esito e del rammarico di quanto accaduto.

"Le scelte dell'amministrazione comunale per la città futura sono sull'urbanistica da questa dipendono tutti gli altri settori anche il sociale, il commercio, lo sviluppo economico, e in primis l'ambiente.
Nel periodo di Covid19 Rovigo era sempre in testa nelle PM10, anche se le auto non giravano. Questo a dimostrazione che tante scelte come il blocco delle auto sono palliativi e invece le vere scelte si fanno sulle nostre case, sugli edifici in cui abitiamo. Occorre che gli amministratori si rendano conto che è l'ora di permettere grandi interventi di edilizia ma sull'esistente, non sul terreno agricolo.
Il 30 settembre abbiamo votato mozione per l'emergenza climatica grazie ai ragazzi del FFF. La mozione che abbiamo presentato in consiglio era la conseguenza, la risposta al grido di allarme lanciato dai giovani: così ci state togliendo il futuro.
Ecco allora una mozione che voleva inserire il consumo di suolo a zero, ma attenzione  Rovigo ha già 140 ettari edificabili su cui nessuno ha costruito da Prg, intoccabili, noi volevamo non se ne aggiungessero ulteriori 84 voluti dalla giunta Gaffeo il 26 settembre (che beffa proprio prima di votare l'emergenza climatica).
E la risposta che invece in consiglio ha dato l'assessore all'ambiente Dina Merlo è stata che Padova ha molto più edificato di Rovigo, possiamo ancora consumare suolo. Che tristezza! un assessore fuori dalla nostra realtà, che vuole scimmiottare altre e ben diverse realtà. La nostra caratteristica è l'essere una piccola citta' sfruttiamo la nostra peculiarità, rendiamo Rovigo la città sostenibile....
Il vincolo sugli 84 ettari non è un ostacolo, è un ponte per le future generazioni: a Rovigo non si consuma ulteriore suolo agricolo ma si ricostruiranno i tanti involucri vuoti presenti".

"Condividere un principio "il consumo di suolo agricolo a zero", - prosegue la lista Menon - ma non agire di conseguenza votando una mozione che lo chiede, vuol dire che in realtà non ci si crede. Abbiamo sentito consiglieri dirci che forse a settembre l'avrebbero votato, altri che parlano di bandierine da piantare nella tipica mentalità dei partiti che non votano le idee buone di avversari civici, ci hanno detto che abbiamo fatto confusione, che non ci votavano la mozione perchè non abbiamo votato altre delibere... questa la caratura degli amministratori di maggioranza. 
In realtà abbiamo assistito a due ore in cui la maggioranza si è arrampicata sugli specchi ma la verità è che o ci si crede al consumo di suolo zero, Ora e subito, o si prendono in giro i cittadini che hanno votato questo sindaco anche per questo principio che lui riportava nel suo programma elettorale!

Speravamo questa mozione fosse votata all'unanimità nel merito, proprio perchè in campagna elettorale tutti si sprecavano a parlare di vuoti urbani e no al consumo di suolo e proprio per questo sono stati votati per amministrare e metterlo in pratica! 

L'esito della votazione ci è stato riferito poco prima che il consiglio iniziasse, esito deciso nelle segrete stanze dei partiti in quanto la mozione snaturata del suo contenuto è divenuta uno strumento per il sindaco e i partiti per pesarsi e suffragare il proprio potere. 
Ben lontani da queste logiche di partito e di un potere forse fine a se stesso ci aspettavamo un voto nel merito. Ci aspettavamo nuova politiche, visioni, progetti, abbiamo trovato una gara di braccio di ferro tra le varie correnti del Pd e un sindaco che minaccia le dimissioni se gli si chiede di applicare il suo programma.
Ci aspettavamo consumo di suolo zero coraggio 100.
Abbiamo trovato consumo di suolo cento coraggio zero".
 
Articolo di Domenica 24 Maggio 2020

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