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CONSIGLIO COMUNALE

Gli strali post voto a Rovigo da fuori consiglio: Veneto Verde con Vernelli e Forza Italia con Bimbatti

La tranquillità dell’inerzia da lockdown per Coronavirus viene squarciata dal voto sulla mozione proposta dalla lista Menon sul consumo di suolo. Oltre alla bagarre dei gruppi interni a Palazzo Nodari i commenti di chi è attivo dall’esterno

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ROVIGO – Un deluso vero, Ivaldo Vernelli, ambientalista convinto che ha fatto della propria azione politica lo strumento per la difesa, o almeno il tentativo di limitare i danni, di una inutile violenza all’ambiente commenta l’esito della votazione della mozione presentata da Mattia Milan dalle lista Menon rivolgendosi al Partito democratico, numericamente la parte più consistente della maggioranza del sindaco Gaffeo in consiglio comunale.

Tutta la ringhiosa battaglia di Graziano Azzalin in consiglio regionale è stata vaporizzata dalla giunta di Rovigo nella mera continuità amministrativa di Edoardo Gaffeo con il predecessore – afferma Vernelli rappresentante di Veneto Verde - Algoritmi di sviluppo e tecnicismi lasciano voragini per la "dequalificazione" ambientale.
In maggioranza debbono smettere di coprire con la roboante retorica la delusione dei fatti”.

Per Andrea Bimbatti invece, coordinatore provinciale vicario di Forza Italia, Edoardo Gaffeo sarebbe “un altro uomo solo al comando” ricordando, anche lui, le gesta di chi lo ha preceduto e di chi è stato, fino alla revoca, il vicesindaco.

Anche i professori si piegano alle consuetudini della politica, ma essendo sempre ottimisti come Forza Italia pensiamo che finalmente si sarà messa la parola fine ai continui convegni organizzati dall’intellighenzia sinistra che spiegano alle amministrazioni di centrodestra come si debba fermare sempre e comunque qualsiasi opportunità di espansione o di sviluppo.

Noi restiamo coerenti con le nostre idee, a costo di risultare a volte impopolari, a differenza dei civici per convenienza, che all’opposizione sono leoni, così come in campagna elettorale, salvo poi smentirsi con dichiarazioni che a volte fanno sorridere pur di mantenere in piedi una sfaldata maggioranza dopo un anno scarso di governo della città. Ora basta paternali sul centro destra cementificatore, spiegate anche ai giovani quali sono le differenze tra i vostri proclami da comizio e quali invece i desiderata una volta eletti.

Ho seguito il dibattito del consiglio ed il Pd rodigino si è comportato come Renzi a Roma sul caso Bonafede, vorrei ma non posso, dimostrando che la gestione del potere vale più di qualsiasi ideale o principio; è ormai risaputo il totale scollamento tra il sindaco e la sua maggioranza, ma il pomeriggio prima del voto è stato chiaro, “votate la mozione e va giù il palazzo”, ecco, forse quello si poteva essere un voto, di “rigenerazione urbana” politica, dove la sinistra insieme ai civici mascherati da ambientalisti,  avrebbero dimostrato lealtà e onestà nei confronti del loro elettorato, che tanto speravano nel cambio di passo con questa nuova amministrazione.
La telenovela dell’uomo solo al comando continua”.

 
Articolo di Domenica 24 Maggio 2020

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