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EMERGENZA SANITARIA

La professoressa Tacconelli da Zaia: "14 giugno è la data che scongiura la seconda ondata"

L'Ordinario di malattie infettive a Verona e direttore della clinica, Evelina Tacconelli, ha curato 400 malati di Coronavirus e sperimenta 4 cure. Luca Zaia ai giovani: "Ribellarsi ai controlli? Indossino la mascherina per protesta"

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VENEZIA MARGHERA - Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, presenta il bollettino del Coronavirus del 25 maggio. Quasi a 600mila tamponi, 19.097 positivi (+11 rispetto a ieri), ricoverati 480 (-2 rispetto a ieri), terapie intensive a 39 (-1, una trentina si sono negativizzati), 1878 il totale dei morti di cui 1355 in ospedale, 3270 i dimessi, 58 i nati nelle ultime 24 ore. Ospite del presidente è la professoressa Evelina Tacconelli, docente ordinario a Verona di malattie infettive e Direttore clinica delle malattie infettive a Verona.

“I dati sono positivi dal 10 aprile, si susseguono giorno dopo giorno, - commenta Zaia - stiamo seguendo la cosa con attenzione, giovedì scadranno i 10 giorni dalle aperture del 18 maggio. Questa sera alle 19.30 ci sarà la conferenza dei presidenti delle regioni per accordarci su protocolli, linee guida, sempre con logica di procedere con la massima cautela perché il rischio di reinfezione è dietro all’angolo. Le regole di minima vanno rispettate: mascherina, evitare gli assembramenti e l’igienizzazione delle mani”.

Il nuovo video promozionale. Il video ha immagini autentiche degli ospedali, i giovani che si abbracciano sono congiunti. “Il video è un appello ai giovani, veri eroi durante il lockdown, che lo facciano non abbassando la guardia. In Corea la reinfenzione ha portato ragazzi negli ospedali. E’ fondamentale il dialogo da tenere con i ragazzi, i ragazzi sono stati al nostro fianco in questa partita”.

I controlli della Movida. “Per me è una sconfitta il fatto che le regole non siano passate, l’uso della mascherina che un dispositivo salvavita. Per ribellarsi ai controlli basta indossare la mascherina per protesta. Giocare a guardia e ladri no. Evita di abbracciare e di fare assembramenti”

Mondiali. Flavio Roda, presidente della Fisi, ha chiesto alla Fis di rinviare la rassegna iridata di sci a Cortina dal 2021 al 2022. Ad annunciarlo è stato Giovanni Malagò, presidente del Coni. “Chiaramente ne sono al corrente da mesi, - spiega Zaia - Roda mi ha presentato di spostare i mondiali al 2022 perché non abbiamo la certezza di avere una invernata indenne, abbiamo battagliato per avere questi mondiali, per non rischiare e anche per valorizzare fino in fondo il lavoro di moltissime persone, a noi sembra che l’unica soluzione sarebbe quella di ottenere un rinvio al 2022. Spero che il comitato olimpico accolga questo nostro appello. Potrebbe essere un ottimo lancio per le olimpiadi 2026. C’è tutta una serie di incastri che devono seguire. C’è sotto la volontà di lavorare bene, non è una sconfitta. Nessuno si azzardi a dire che chiediamo rinvio perché siamo in ritardo con i lavori.
Vi dico che è una bella sfida, spero la si possa portare a casa, ci permetterà di avere un grande pubblico anche a un grande evento che è quello che si meritano Cortina e le Dolomiti”. 

Turismo. “Il turismo come le idee deve essere libero, se no non si fa turismo. Sono per l’apertura senza corridoi di qua e di là, chiaramente un’apertura in sicurezza”. “Sono scandalosi gli accordi per i corridoi. Auspico che si trovino gli accordi per aprire le frontiere a tutti”

Professoressa Evelina Tacconelli del team Veneto. E’ stata direttore in Germania e docente ad Harwrd, coordina in Italia il progetto Solidarity per Oms, e poi ha un budget di ricerca per 42 ricercatori per 6 milioni di euro. E’ una consulente per tante ricerca: Hiv, uso antibiotici; nominata lo scienziato dell’anno in Inghilterra. “Ieri ho parlato di purosangue - spiega Zaia - e qui ne abbiamo in abbondanza. Ha esperienza strepitosa per le cure Covid”. 

Tacconelli è impegnata su tre terapie sperimentali effettuati all’interno degli studi clinici, curando almeno 400 pazienti di Covid. “Il Covid è una malattia diversa da quello che ci aspettavamo all’inizio, è una malattia a fasi che ha problematiche multiorgano, non solo polmonite, colpisce anche il cuore, il midollo osseo, la coagulazione. In questo abbiamo il coordinamento di quattro studi". "Io spero non ci sarà una seconda onda, non faccio previsioni e non mi sbilancio, ma nella mia testa ho il 14 giugno, allora mi rilasserò”. 

“Questi studi che abbiamo fatto sono diversi e si tarano sul fatto che la terapia può essere diversificata secondo il momento in cui il paziente accede al Pronto soccorso. Per esempio oggi sappiamo che possiamo trattare gli antivirali, si tratta della sperimentazione Solidarity, questo tipo di farmaci li somministriamo ai pazienti in prima fase di malattia, coordiniamo con questa sperimentazione 29 centri in Italia, una scelta per il Veneto ho scelto di coinvolgere non solo ospedali hub ma anche piccoli centri. Oggi per decreto i farmaci sperimentali possono essere dati solo all’interno di uno studio clinico.

Un altro studio che si chiama Muravid, lo teniamo in collaborazione con l’ospedale Sacco di Milano, perché unisce un antivirale con gli immuno-rimodulatori, ovvero combattiamo il virus e contemporaneamente abbassiamo le difese dell’organismo per evitare che abbia una iper reazione.

Lo studio più interessante di tutti è quello di approcciare la malattia a casa, ovvero di portarla a casa, si chiama studio Arco, tra cui c’è anche il farmaco Avigan, comincerà domani da Verona, si capirà subito se funziona o no”. 

La professoressa Tacconelli spiega come l’osservazione dei malati Covid prosegua oltre il ricovero. “L’osservazione va all’interno di altri studi a Verona, dove studiamo patogenesi e per lungo tempo dopo la dimissione, a livello polmonare, la fibrosi polmorare, o di coagulazione, le valutazioni ora le facciamo dopo 30 giorni e dopo 6 mesi. E’ assolutamente importante capire se il Covid ha delle conseguenze. Vedo che ha conseguenze psicologiche, chi lo ha contratto ha una grande difficoltà di tornare alla vita normale, vive tutta una sensazione di instabilità che si porta dietro. E’ importante questa collaborazione tra Regione Veneto, università e territorio, un bellissimo esempio”. 

"Una terapia efficace al 100 per cento non esiste” afferma Tacconelli. “Per cui la migliore soluzione è sempre la prevenzione. Il messaggio che dovrebbe arrivare ai giovani è che loro sono un veicolo di trasmissione ed è quello che mi preoccupa veramente tanto, bisogna stimolare il senso di sociale per sentirsi responsabilizzati verso la salute degli altri”. 

In virtù della sua esperienza clinica la professoressa individua come target privilegiato del Covid, il maschio 75 anni.
L’infanzia va mantenuta in allerta continua e costante fino a quando non avremo un vaccino - dice Tacconelli - Sarei favorevole all’apertura delle scuole se la situazione epidemiologica rimane come quella attuale, andrebbero fatti piani secondo scenari diversi, immagino almeno tre diversi, preparabili ora per settembre”. 

“Noi mandiamo a casa il paziente appena possibile, un paziente che sta guarendo rimane in ospedale 7-10 giorni, un paziente con complicanze è ancora ricoverato, anche da 8-9 settimane” spiega la professoressa. 

Tacconelli sottolinea l’importanza della semintensiva, “come strategia futura in ambito di programmazione regionale farei più attenzione a questo, con una ventilazione meno invasiva, perché la incubazione comporta diverse problematiche.

Articolo di Lunedì 25 Maggio 2020

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