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SINDACATI

La senatrice Toffanin al Comitato esecutivo della Cisl Padova Rovigo

La senatrice ha risposto punto per punto alla riunione del Comitato Esecutivo della Cisl Padova Rovigo, condividendo la necessità di un cambio di passo culturale per essere vicini alle famiglie e valorizzare la natalità.

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Roberta Toffanin

PADOVA - La senatrice Roberta Toffanin ha partecipato lunedì 25 maggio alla riunione del Comitato Esecutivo della Cisl Padova Rovigo, svoltosi in videoconferenza. Padovana, imprenditrice, eletta senatrice nel 2018 nel collegio uninominale di Rovigo, la senatrice Toffanin è segretario dell’undicesima commissione permanente del Senato, che si occupa di lavoro pubblico e privato e di previdenza sociale ed è componente della commissione parlamentare per le questioni regionali. 

A ringraziarla per aver accettato l’invito dell’esecutivo, insieme al coordinatore di Forza Italia di Rovigo Andrea Bimbatti, il segretario generale della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin. “La senatrice Toffanin – ha sottolineato – ben rappresenta il nostro territorio. Recentemente abbiamo ospitato nell’ambito dei lavori del nostro esecutivo diverse figure interessate al mondo del lavoro e per la prima volta abbiamo un’esponente dell’opposizione. Con la senatrice riteniamo di poter avviare un dialogo costruttivo nel rispetto del ruolo e delle opinioni di ciascuno. Ci sono diversi temi dei quali si è occupata che interessano direttamente l’attività del sindacato. Tra questi, le politiche attive del lavoro, per le quali sono stati fatti degli investimenti anche recentemente senza che però siano state avviate politiche efficaci e utili, soprattutto in vista del momento che stiamo affrontando, a rispondere concretamente alle esigenze dei lavoratori”.

La senatrice Toffanin si è resa disponibile ad ascoltare osservazioni e proposte per tradurle eventualmente in emendamenti al cosiddetto decreto rilancio. “Intendo svolgere la mia attività parlamentare – ha detto – proprio partendo dalle istanze che provengono dal territorio. Tra le misure messe in atto, ritengo che l’ampliamento degli ammortizzatori sociali sia condivisibile, anche se la preoccupazione più grande per tante famiglie è quella dei tempi biblici. Ci sono milioni di domande che sono ancora senza risposta e già si pensa alla prossima fase. Molte aziende rischiano di non aprire o chiuderanno dopo la pausa estiva. La nostra preoccupazione è garantire lavoro alle imprese per garantire posti di lavoro effettivi e reali. Non è stato preso abbastanza sul serio il problema del lavoro femminile. Per favorire la conciliazione fra vita e lavoro, misure come bonus baby-sitter e i congedi parentali sono largamente insufficienti e urge invece la riorganizzazione di centri ricreativi, asili nido e scuole materne. Per l’organizzazione del lavoro, in questo momento serve una grande flessibilità, anche con la reintroduzione dei voucher”.

Il segretario della Cisl Scuola Giovanni Vascon ha quindi sottolineato il grave problema della precarizzazione della scuola. “Oltre il 40% dei posti di lavoro è coperto da personale precario. Come organizzazioni sindacali chiediamo concorsi e formazione. Nella scuola primaria non formiamo nemmeno un terzo dei docenti che vanno in pensione. Servirà più personale, anche Ata, per una scuola organizzata in modo diverso, da settembre, anche sotto il profilo della sicurezza». La senatrice ha sottolineato l’accordo ottenuto grazie alla mediazione del presidente Conte e ha ricordato il problema delle scuole paritarie. «In Veneto – ha detto – ci sono molti nidi e materne paritarie, il doppio di quelle statali, e se non riescono a riaprire ci sarà il problema di riassorbire gli alunni che restano esclusi”.

Molti dei componenti del Comitato esecutivo sono quindi intervenuti per illustrare la situazione e i problemi dei settori di loro competenza. Oriella Tomasello, della Fim, ha posto l’accento sullo smart working. “Uno strumento – ha sottolineato – che per la nostra esperienza può essere un’opportunità per lavorare meglio e una soluzione per esigenze educative e di cura, che non sono però esigenze solo delle donne, ma di tutti, altrimenti lo smart working rischia di portare marginalizzazione professionale e riduzione dei salari”. Jacopo Arca, responsabile dell’Inas ha sottolineato l’urgenza di una riformulazione della legge che fonda i patronati, che valorizzi l’importanza di queste istituzioni nel percorso di sburocratizzazione. Il segretario della Femca Sergio Polzato è tornato sul tema delle politiche attive del lavoro: “Oggi tutti ci dicono che il lavoro nel post Covid cambierà. E’ necessario creare strumenti efficaci per redistribuire il lavoro che resta, a partire dall’alternanza scuola-lavoro”. Paola Guidolin, segretaria Fistel, ha chiesto se è in corso una discussione sul modo di poter accedere alle ulteriori 4 settimane di cassa integrazione prima del 31 agosto. Giorgio Roman della Filca ha sottolineato il problema delle piccole imprese nell’edilizia e la mancanza di una proposta formativa integrata. Il segretario Fai Gilberto Baratto ha ribadito l’assoluta contrarietà del sindacato alla reintroduzione del voucher. “In agricoltura – ha detto – abbiamo contrattazioni provinciali che prevedono la massima flessibilità nelle attività lavorative, ma con le opportune coperture contributive”. La sen. Toffanin ha spiegato che parlando della reintroduzione dei voucher si riferiva al sistema nel suo complesso e che non dovrebbe comunque consentire gli abusi che sono stati fatti in passato. Giulio Fortuni, dei pensionati Cisl, ha ricordato i tagli alla sanità operati da tutte le forze politiche, le battaglie del sindacato per la riforma delle Ipab, le vittime del Coronavirus nelle Rsa e quelle tra gli operatori sanitari. La segretaria territoriale Francesca Pizzo, con delega al mercato del lavoro, è tornata sul tema delle politiche attive. «Quelle legate al reddito di cittadinanza hanno rivelato fin dall’inizio la natura assistenzialistica di questa misura. Chiedo se sia possibile delineare una sorta di percorso che sia veramente utile e colleghi l’attività di Veneto Lavoro al governo centrale». Ha concluso gli interventi Stefania Botton, segretaria territoriale con delega al coordinamento della contrattazione sociale e welfare. “Questa emergenza – ha detto – ha messo in discussione i nostri bisogni e reso attuabili strumenti che prima sembravano impossibili, come lo smart working, che però nella scuola non è stata un’esperienza positiva. E ci ha imposto di ripensare il sistema del welfare. Dobbiamo riprogrammare un futuro senza dimenticarci di uno dei problemi essenziali dell’Italia: che è il Paese con la più bassa natalità”.

La senatrice ha risposto punto per punto, condividendo la necessità di un cambio di passo culturale per essere vicini alle famiglie e valorizzare la natalità. Per quanto riguarda i Centri per l’Impiego, ha ricordato come, nonostante in Veneto funzionino meglio di altrove, il ruolo di incrocio tra domanda e offerta di lavoro rimane relegato ad una percentuale molto bassa. Sullo smart working, «perché diventi uno strumento veramente efficacie ci sono tanti aspetti che vanno attenzionati, come prevedere garanzie per l’aspetto retributivo e una migliore connessione». Fondamentale anche il tema dell’alternanza scuola-lavoro. Per la tutela dei posti di lavoro «è difficile impedire i licenziamenti se le aziende chiudono. Il problema sarà da qui a settembre». A proposito della cassa integrazione, la senatrice ritiene utile un ampliamento degli ammortizzatori sociali, almeno fino a settembre. “Ma il potere del parlamento sta venendo meno rispetto a una prevaricazione che si manifesta attraverso i decreti già confezionati e sui quali il nostro apporto è limitatissimo”.

Articolo di Martedì 26 Maggio 2020

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