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SICUREZZA SUL LAVORO 

Raccoglievano le fragole senza mascherine, 16 erano in nero. Super multa

Attività finalizzata al contrasto al lavoro nero ed al rispetto del protocollo anti-Covid 19, a Porto Tolle (Rovigo) blitz dell’Ispettorato del Lavoro, i militari del Nil e i Carabinieri, riscontrate gravi irregolarità

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PORTO TOLLE (RO) - L’Ispettorato del Lavoro rende noto che, come da indicazioni fornite dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, è attualmente impegnato, a seguito dell’avvio della seconda fase dopo il lockdown, nei controlli delle aziende che hanno ripreso la loro attività produttiva, soprattutto con la finalità di accompagnare ed indirizzare le aziende nell’applicazione delle misure ed iniziative per applicare correttamente sul luogo di lavoro le misure di contrasto alla diffusione nei luoghi di lavoro del virus Covid-19. Contemporaneamente l’Ispettorato del Lavoro ha posto particolare attenzione anche alla regolarità dei rapporti di lavoro al fine di contrastare fenomeni di lavoro irregolare che, inevitabilmente, implicano spesso anche violazioni della normativa sulla sicurezza che, attualmente, comporta anche il rischio di favorire la diffusione negli ambienti di lavoro del virus Covid-19.

Il 21 maggio 2020, Ispettori del lavoro di Rovigo e militari del NIL di Rovigo, unitamente ai Carabinieri della Stazione di Porto Tolle, sottoponevano a controllo alcune aziende agricole in cui erano impiegati un consistente numero di lavoratori addetti alla raccolta dei prodotti ortofrutticoli. I controlli finalizzati alla verifica dell’osservanza del “protocollo Covid 19" ossia all’adozione delle prescritte misure di prevenzione a tutela dei lavoratori previsto dalla normativa speciale di contrasto alla pandemia da coronavirus e, contestualmente, al contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento lavorativo, ha portato a riscontrare una grave situazione di irregolarità presso un’azienda agricola di Porto Tolle nella quale erano impiegati 32 lavoratori stranieri addetti alla raccolta delle fragole. Dei 32 lavoratori impiegati ben 16 lavoratori (di cui n. 1 clandestino) sono risultati occupati “in nero”. Per tale situazione gli Ispettori del Lavoro provvederanno ad applicare la cosiddetta maxisanzione per lavoro nero (ammontante a 48.000 euro) oltre al recupero dei contributi previdenziali evasi.

La situazione di irregolarità lavorativa è risultata aggravata anche dalla circostanza che presso l’azienda non risultava rispettata la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e, per quanto attiene il rispetto del protocollo “Covid-19”, risultavano completamente disattese le prescrizioni in materia, con gli operai che lavoravano senza mascherina e senza mantenere le distanze minime di sicurezza; non erano presenti postazioni per la pulizia ed igiene né quanto altro previsto da Dpcm che ha disposto la riapertura delle attività dal 18 maggio 2020.

 

Articolo di Venerdì 29 Maggio 2020

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