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IL RICORDO

Il monumento è ancora unico nel Polesine e in Veneto

A Villamarzana (Rovigo) una giornata particolare per il ventennale della scomparsa di Terenzio Antonio Raule, l'ideatore e promotore del monumento all'Emigrante

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VILLAMARZANA (RO) - Domenica 31 maggio a Villamarzana, in presenza di amici e concittadini è stato ricordato, nel ventennale della scomparsa, Terenzio Antonio Raule, l'ideatore e promotore del monumento all'Emigrante.

Terenzio Antonio, classe 1938, chiamato familiarmente Tony, è uno dei tanti ragazzi del Polesine che per trovare lavoro e opportunità ha dovuto lasciare la sua terra natia, ma il senso forte di appartenenza ha fatto si che Tony tornasse spesso nella sua Villamarzana, risaldando così amicizie vecchie e nuove.

Questo sentimento doveva lasciare il segno e così Antonio, aiutato dalla moglie Lucia, si è inventato ed ha proposto agli amici cari, che hanno condiviso con lui la strada dell'emigrazione, di creare un monumento a testimonianza del sacrifico silenzioso di tante persone che lasciando affetti cari e sicurezza si sono imbarcati in luoghi e ambienti sconosciuti.

Il monumento è stato inaugurato il 3 luglio del 1994 ed è ancora unico nel Polesine e nel Veneto a testimonianza di una condizione che ancora oggi è presente nella nostra provincia, certo gli emigranti di oggi sono diversi dai ragazzi del dopoguerra. Sono ragazzi con alto grado di istruzione e competenze, ma sono anche adulti che si devono reinventare e ricollocare nuovamente nel mercato del lavoro.

"L’Amministrazione comunale di Villamarzana ringrazia tutti quelli che insieme a Tony hanno contribuito alla realizzazione del Monumento dell’emigrante e si propone in tempi migliori di ritrovare uno spazio di ritrovo e convivialità, come succedeva nel passato per riunire tutti i paesani che per varie ragioni hanno dovuto lasciare il proprio paese nativo.

In questa giornata di ricordo - evidenzia il vice sindaco, Daniele Menon -  l'Amministrazione di Villamarzana mette in campo un piano di riqualificazione dei suoi monumenti partendo dal restauro del monumento dei 43 Martiri, inserendolo nel percorso della turismo lento, a riscoperta del territorio. Ringrazio la moglie Lucia Raule, la nipote Elisa e il fratello Roberto”.

 

Articolo di Lunedì 1 Giugno 2020

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