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SPORT ADRIA

Sartori: Per 80mila euro e lavori straordinari non fatti dall'amministrazione, siamo stati tagliati fuori

I fratelli Sartori spiegano le loro motivazioni, della non partecipazione al bando per l'impianto sportivo Bressan di Adria (Rovigo), all'indomani della convenzione firmata dalla società Bocar Juniors

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ADRIA (Rovigo) - "Quante mani si alzerebbero se chiedessimo chi non conosce la San Vigilio e l'impianto sportivo Bressan di Adria? Ed alzi una mano chi ricorda di quando la struttura ci è stata consegnata nel lontano 1965 dal comune di Adria che è il proprietario, sia dei campi che degli spogliatoi". Così Leonardo e Valentino Sartori, responsabili della San Vigilio calcio, che tanti ricordi hanno di quello che è stata ed è oggi la propria società calcistica. Un modo per specificare le loro idee dopo la firma delle convenzione da parte del Bocar Juniors per l'impianto Bressan di Adria (LEGGI ARTICOLO).  

"Ed infine ci piacerebbe che alzassero le mani tutte le bambine, i bambini, gli adolescenti ed i ragazzi che nel corso di questi lunghi 55 anni hanno vestito i colori per giallorossi per giocare a calcio con l'unico scopo di divertirsi in compagnia di amici ed amiche, che in molti casi sono rimasti tali per tutta la vita". Proseguendo poi: "Siamo convinti che se si tenessero per mano tutti coloro che hanno dato o ricevuto dalla San Vigilio, la fila sarebbe lunga, davvero molto lunga". 

"Oggi però la fila si interrompe e non certo per nostra volontà, non possiamo fare altro che prendere atto della nostra presunta incapacità di mantenere la piena funzionalità della struttura, visto che il comune di Adria, quale proprietario della stessa, non avendo eseguito per ben oltre dieci anni i lavori di straordinaria manutenzione di sua competenza, relativi agli impianti termoidraulici, idrici, elettrici e di illuminazione ed ancora di rifacimento tetto, dei servizi igienici, e la rimozione dell'intonaco ammalorato, accorgendosi ora tutto ad un tratto di queste necessità, ha preventivato per le riparazioni la messa in sicurezza ed il ripristino della struttura una spesa complessiva altissima, che ammonta a 80.000 euro". 

Aggiungendo: "Se l'amministrazione comunale avesse provveduto a eseguire a poco a poco e con cadenza annuale i lavori che le spettavano con interventi di manutenzione periodici, più leggeri e quindi meno onerosi, ora non ci troveremo in questa situazione". "La nostra storia si fermerà per 80.000 euro. Questione di soldi e opportunità economica, non di passione, volontà, amicizia e voglia di stare assieme e valori sportivi che hanno fatto crescare intere generazioni di ragazzi". 

"La nuova gestione potrà assicurare la manutenzione straordinaria necessaria, ma forse si poteva trovare una soluzione migliore, una soluzione di rispetto per i nostri 55 anni, di storia, che assieme a quella struttura, ha sempre accompagnato la crescita sportiva e personale dei nostri ragazzi coinvolgendo anche le loro famiglie. La San Vigilio, nel corso dei 55 anni della sua storia, ha realizzato i campi di cui si compone il complesso, la recinzione, ha sempre regolarmnete svolto le manutenzioni ordinarie ottenendo le omologazioni per i campionati provinciali, regionali e nazionali sin qui svolti percependo dal comune solamente nel 2018, l'esorbitante contributo di 2.900 euro". 

"Ciaro che un eborso di 27.000 euro l'anno per 3 anni è assolutamente insostenibile per la nostra società". "Riteniamo ingiusto ed immorale far gravare una simile spesa sulle famiglie dei nostri bambini, oppure sui volontari che hanno sempre dedicato gran parte del loro tempo libero sottraendo alle famiglie e per tale motivo, con la morte nel cuore prendiamo atto ancora una volta della miopia degli amministratori riguardo il mondo dek volontariato". 

Concludendo: "Dunque per questo motivo, che rispettiamo la scelta e la sagacia di chi ha trovato il modo di far gravare su altri una simile spesa, ma pretendiamo per noi e per la nostra storia il medesimo rispetto per quanto sin qui fatto". "Correttezza e onestà intellettuale avrebbero voluto che l'amministrazione adriese sottolineasse la propria incapacità di reperire i fondi per effettuare i lavori di straordinaria manutenzione, che per legge erano e sono di propria competenza, evitando anche di far trasparire e sospettare nell'opinione pubblica una nostra incuria e mal gestione della struttura". 
 
Articolo di Mercoledì 3 Giugno 2020

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