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IMMIGRAZIONE PREFETTURA ROVIGO

50 profughi nella villa del '500 mentre i cittadini di Loreo sono stati lasciati soli [VIDEO]

Manifestazione di protesta contro l'arrivo, per effetto della riforma Salvini, di richiedenti asilo alloggiati a 7 metri della propria struttura turistica "Anconetta". Bartolomeo Amidei affiancato dal sindaco Moreno Gasparini: "Noi subiamo la normativa"

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LOREO (ROVIGO) - Bartolomeo Amidei davanti al suo bed & breakfast di via Retinella, ovvero la prestigiosa Villa Ancoretta, protesta il 3 giugno assieme a diversi cittadini di Loreo e al primo cittadino del paese, Moreno Gasparini, per l’arrivo dei 50 profughi che, in virtù del Decreto Sicurezza, voluto da Matteo Salvini, da diversi comuni del Polesine sono stati raggruppati e raccolti in una struttura che dista 7 metri dall’attività turistica di Amidei. “I cittadini italiano sono abbandonati e alla disperazione”, “Responsabilità e chiarezza, non scaricabarile” recitano gli striscioni dei cittadini che protestano con Amidei.

I 50 profughi sono già avviati nel percorso di integrazione e dalle strutture diffuse di San Martino di Venezze, Canaro, Bagnolo di Po, Papozze, Ariano sono stati spostati nel palazzo che affianca la rinomata struttura turistica. Uno sfregio, un affronto, un delitto per una attività turistica che già ha subito la presenza dei profughi dal 2015 al 2018 e che il Coronavirus ha bloccato. 

Oggi non sono in veste politica - spiega Amidei che è componente di Fratelli d’Italia, ex senatore eletto tra le fila di Forza Italia passato poi al partito di Giorgia Meloni - oggi è il cittadino che parla, un cittadino che ha la propria attività accanto ad un palazzo del ‘500, oggi sede di richiedenti asilo, persone che sono vittime di una scelta, non voluta, perchè questi signori sono stati strappate dall’accoglienza diffusa e concentrati in 50 in questo edificio accanto, a soli 7 metri, dalla mia struttura”.

"Questo è un problema nazionale che non deve succedere, è un progetto di speculazione contro gli italiani e contro gli stessi profughi. Come fare accoglienza nel modo giusto?  Se noi italiano non paghiamo gli affitti ci cacciano, ma qui c’è un regolamento diverso.

La mia struttura che è da almeno 9 punti su Booking, già due anni fa ha ricevuto una recensione negativa da 3,5 per la presenza dei profughi. Ho avuto ospiti che arrivati qui e non sono neanche scesi dalla macchina quando hanno visto chi erano vicinissimi di casa. I turisti che vengono da me sono tedeschi, austriaci, cinesi, russi. Io facevo turismo prima che arrivasse il centro d’accoglienza. Il signor prefetto dice: 'ho applicato la legge’, ma io dico che i bandi si possono scrivere e prima di scriverli pensarci. I centri di accoglienza non si fanno a 7 metri dall’attività turistica”.

Il microfono passa al sindaco Gasparini che ringrazia Amidei per la “carrellata completa di quanto la legge ci lascia da soli". "Il sindaco parla per una comunità - dice Gasparini che spiega il motivo della sua presenza alla protesta - si è preso il classico detto ‘due piccioni con una fava’ al contrario: in primis i profughi sono stati tolti dai comuni dove stava avvenendo la loro integrazione per portarli tutti assieme qua; l’altra questione è l’impatto sociale. Loreo aveva già dato, aveva già fatto la sua parte dal 2015 al 2018. 

La beffa che si è venuta a creare è la seguente: "questa è stata l’unica cooperativa che ha partecipato al bando provinciale, un bando che avrebbe dato 18 euro al giorno per la gestione dei profughi e invece l’accordo finale ne prevede 24”, Gasparini lascia intendere che se la posta fin dall’inizio fosse stata da 24 euro molto probabilmente altre cooperative, magari le stesse che fino ad oggi hanno seguito i profughi diffusamente nel territorio, avrebbero partecipato alla gara, invece no. “La signora proprietaria del palazzo che lo ha dato in affitto alla cooperativa mi ha chiamato chiedendomi di abbassare i toni, perché rischia di perdere il contratto d’affitto. Io difendo la mia popolazione, la mia comunità - sottolinea Gasparini -  Alla precedente esperienza il comune si è trovato ad dover affrontare un sacco i burocrazia per regolarizzare la documentazione dei profughi che furono ospiti qui dal 2015 al 2018. Se tutte le istituzioni sopra la nostra testa hanno fatto quello che dovevano fare, il sottoscritto è sempre "becco e bastonà”. Noi stiamo subendo un aspetto normativo che passa sopra la testa, e come sindaco in questo caso sono impotente". 

"Mi sorprende non vedere alcun rappresentante politico partecipare a questa manifestazione in quanto qui a Loreo stiamo vivendo gli effetti di decisioni della politica nella gestione della immigrazione - afferma Aberto Patergnani, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia - Dove sono i buonpensanti dei partiti di sinistra? A loro vorrei chiedere, sinceramente, se considerano che spostare 50 persone da una serie di collocazioni in provincia, più raccolte, dove alcuni di loro stavano cominciando ad integrarsi, lavorando, in una struttura isolata a Loreo, tutti insieme, sia veramente fare il bene per loro o se non li si consideri solo come una serie di pacchetti da sistemare da qualche parte".

Articolo di Mercoledì 3 Giugno 2020

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