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DIRITTI E TUTELA 3.0

Bonus vacanze per le famiglie, le ferie sono italiane

Chi lo può chiedere, come funziona e come si domanda. L'avvocato Fulvia Fois spiega la misura del decreto Rilancio a favore del turismo

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Care lettrici e cari lettori,

questa settimana, con l’estate alle porte e sperando di esserci lasciati alle spalle le stringenti restrizioni imposteci dall’emergenza Covid-19, vorrei parlarvi del cosiddetto bonus vacanze.

Si tratta di una misura varata dal nostro Governo con il decreto Rilancio, volta ad incentivare il turismo italiano, così fortemente compromesso negli ultimi mesi.

Ma cosa si intende di preciso con bonus vacanze?

E’ un contributo fino a 500 euro per spese sostenute, in un’unica soluzione, per soggiorni nel territorio nazionale in hotel, bed & breakfast, campeggi e villaggi turistici, destinato ai nuclei familiari aventi un reddito Isee fino alla soglia dei 40 mila euro.

Nello specifico, il contributo verrà modulato in base al numero dei componenti del nucleo familiare che ne intende usufruire: 

- 500 euro per le famiglie composte da 3 o più soggetti; 

- 300 euro per le famiglie di due persone;

- 150 euro per le famiglie mononucleari. 

Il bonus vacanze potrà essere speso dall’1 luglio al 31 dicembre del 2020 con queste modalità:

- l'80% come sconto immediato sulla fattura elettronica emessa dalla struttura ricettiva, 

- il 20% come detrazione dall'imposta sul reddito nella dichiarazione dei redditi del 2021. 

Questo significa, ad esempio, che chi beneficia del voucher da 500 euro, vedrà scontati 400 euro al momento dell’emissione della fattura da parte dell’albergatore mentre i rimanenti 100 euro saranno detraibili nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2021.

Come si può richiedere? 

Le modalità operative non sono ancora state definitivamente adottate, tuttavia il ministero dei Beni Culturali ha anticipato che verrà creata una “app” mediante la quale le famiglie interessate potranno richiederlo, una volta entrate in possesso di uno Spid (ossia una identità digitale che permette ai cittadini di accedere i servizi on line delle Pubbliche amministrazioni e dei soggetti privati, già utilizzata in numerosi settori amministrativi). 

Inoltrata la richiesta, si riceverà un codice a barre (bar-code), che, presentato alla struttura ricettiva, permetterà di usufruire dei vantaggi. 

La fattura rilasciata dall’esercente l’attività turistica dovrà necessariamente riportare il codice fiscale del soggetto che intende usufruire del bonus per la detrazione.

In alternativa sarà possibile utilizzare la tax credit rivolgendosi direttamente alle agenzie di viaggi e tour operator, che si occuperanno di gestire la pratica.

Attenzione: tra gli intermediari non rientrano le piattaforme o i portali telematici (ad esempio Booking, Trivago e simili), quindi non si potrà godere della misura se la famiglia prenota on line da sé il proprio soggiorno.

Ora non vi resta che prenotare e rilassarvi.

Potete scrivermi per suggerirmi argomenti da trattare nelle prossime rubriche al seguente indirizzo: dirittoetutela3.0@gmail.com oppure visitare il mio sito www.studiolegalefois.it

Avvocato Fulvia Fois


 
Articolo di Domenica 7 Giugno 2020

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