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RUGBY TOP12

Graditi ritorni, nuovi arrivi e partenze, le Fiamme Oro "lavorano" per la Nazionale

Intervista a Claudio Gaudiello, direttore sportivo della Fiamme Oro. Analisi a tutto campo dalla Nazionale, al sistema delle Accademie alle novità cremisi, l’arrivo di Marcello Angelini dal Rovigo e il ritorno di Tenga

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Roberto Tenga, Claudio Gaudiello e Marcello Angelini

ROMA - In questo momento le Fiamme Oro, tra i club di Top12 (il massimo campionato italiano) è la società che sta dando più giocatori alle franchigie, e di conseguenza alla Nazionale Italiana. Negli ultimi due anni sono ben 8.

La truppa di poliziotti a Parma, oltre agli azzurri Canna, Licata e l’ex rossoblù Biondelli (campione d’Italia con l’U18 della FemiCz Rovigo), si è arricchita di Jacopo Bianchi (flanker), Giovanni D’Onofrio (ala) e Matteo Nocera (pilone), ma c’è di più, il mediano di mischia Alessandro Fusco e la seconda linea Cristian Stoian fungeranno da premit player.

“Stiamo lavorando per la Nazionale - spiega il direttore sportivo Claudio Gaudiello - il nostro obiettivo e far crescere giocatori in grado di vestire l’azzurro (passando per le Franchigie), e i risultati ci stanno premiando”.

Un filo conduttore lega storicamente le Fiamme Oro a Rovigo, nel passato diversi polesani (o rossoblù) hanno vestito la maglia cremisi, il 21 giugno a Ponte Galeria ci sarà il primo giorno di allenamento in vista della stagione 2020-2021. In attesa del risultato del concorso indetto dal Gruppo Sportivo della Polizia di Stato, c’è un nome certo, ed è quello di Marcello Angelini “E’ un ragazzo che conosciamo da tempo, ha sempre manifestato l’interesse di venire alle Fiamme Oro - sottolinea Gaudiello - e sono convinto che farà bene”.

Il forte tre-quarti centro a Rovigo si è messo in grande evidenza, e per coach Casellato è una grave perdita. Sempre a Ponte Galeria farà ritorno, dopo l’esperienza alle Zebre, Roberto Tenga, il pilone destro che a Rovigo ha conquistato lo storico scudetto del 2016.

Senza dimenticare Andrea De Marchi, la terza linea made in Rovigo alle Fiamme Oro ha già fatto vedere il suo valore  “Ci ha dato una grossa mano - evidenzia il ds Gaudiello - è un punto di riferimento, siamo contenti di lui, ha preso l’eredità di Andrea Bacchetti a cui siamo molto legati, Bak ci ha lasciato un vuoto, il presidente Forgione lo stima molto”. 

Sul campionato interrotto dal Covid-19, il ds Gaudiello traccia una personale classifica virtuale per la griglia playoff “Vedevo bene Il Valorugby, poi FemiCz Rovigo, Calvisano e Fiamme Oro, secondo me il Petrarca Padova sarebbe rimasto fuori dalle semifinali”, i Bersaglieri avevano 7 punti di vantaggio su tutte, ma avevano quasi tutti gli scontri diretti fuori casa. 

Guardando invece verso il futuro il direttore sportivo, sbirciando alle notizie di mercato “Vedo il Valorugby molto rinforzata, a ruota il Calvisano, poi noi, Rovigo e Petrarca, alla fine la lotta per i playoff sarà sempre tra queste squadre”. 

Fiamme Oro che dopo tre stagioni hanno salutato coach Guidi (tornato a Calvisano) ed accolto Craig Green che non ha bisogno di presentazioni. Campione del Mondo con gli All Blacks nel 1987, e miglior realizzatore della manifestazione di quell’anno con 6 mete (insieme all’ex coach azzurro, John Kirwan), ex Benetton, nell’ultima stagione è stato l’head coach della Lafert San Donà.

“Gianluca Guidi dal punto di vista tecnico è un grande competente - sottolinea Gaudiello - uno dei migliori, se non il migliore. Ci ha lasciato una metodologia di lavoro, un sistema consolidato, la sua voglia di vincere, una ossessione di trasmettere la mentalità vincente. Dell’arrivo di Craig Green siamo contentissimi, non potevamo scegliere di meglio, il suo passato da giocatore e da allenatore non si discute, una persona equilibrata”. Craig Green avrà nel suo staff tutti uomini cremisi, dal direttore tecnico Sven Valsecchi, Alessandro Castagna (avanti), Daniele Forcucci (tre-quarti) e Matteo Zitelli (difesa).

Sistema federale, con le due Franchigie (Zebre e Benetton) a sostegno della Nazionale, che in questo momento non sta pagando sotto il profilo dei risultati. Le Accademia federali forse non sono più sufficienti, il campionato italiano è troppo trascurato, critiche anche feroci alla Federazione scuotono il mondo ovale, soprattutto quando l’Italia perde, e purtroppo avviene spesso. Le squadre che partecipano al Sei Nazioni, negli ultimi anni, hanno fatto passi da gigante, sotto la spinta di un movimento che pullula di talenti, gli azzurri faticano a stare al passo collezionando cucchiai di legno.

“In questo momento l’obiettivo dei club del Top12 dovrebbe essere quello di formare giocatori per le franchigie, questo è ciò che richiede la Federazione, non condivido le critiche. Noi abbiamo dato otto giocatori in due anni, senza dimenticare Di Stefano al Benetton, se la crescita deve passare per le franchigie noi lavoriamo in questa direzione. Devo dire anche che è grande la nostra soddisfazione quando un poliziotto veste la maglia azzurra, è un grande onore”.

Claudio Gaudiello quando parla di Nazionale lo fa con orgoglio, visto che ha incarichi anche con l’U17 ed U’18 azzurra, ma evidenzia anche che “Con Franco Smith head coach della Nazionale maggiore credo che si sia cominciato un nuovo percorso, è una ottima scelta. Ha già allenato in Italia (Benetton, ndr), conosce il movimento, quando è venuto con la Nazionale ad allenarsi da noi, prima del match con la Scozia, mi ha fatto una grande impressione. Un gran lavorare, un uomo umile, se lo lasciano lavorare può fare bene, bisognerebbe smetterla di criticare la Federazione ed ogni club dovrebbe dare il proprio contributo. Capisco che i risultati non sono stati ottimali, ma bisogna crescere come movimento”.  

Tra le critiche al sistema Federale e della Franchigie, a più riprese il patron della FemiCz Rovigo, Francesco Zambelli, si è opposto. Negli ultimi anni c’è una apertura (con il Benetton, LEGGI ARTICOLO), ma il problema non cambia. I club ricevono un indennizzo per il passaggio dei giocatori in Pro14, ma per viale Alfieri non è mai stato adeguato agli sforzi profusi.  

“Zambelli non ha torto - risponde Gaudiello - ma le Accademia devono esistere, 4-5 al centro nord ed una al Sud non sono sufficienti, ma si deve allargare anche la qualità nei club, sono pochi quelli che lavorano bene.  Si potrebbe strutturare una forma di sostegno economico per le società, servono Accademia complete di tecnici, fisioterapisti, preparatori per coloro i quali non riescono ad accedere a quelle Federali, noi come Fiamme Oro stiamo valutando di farlo”. 

Verona e Mogliano si sono già mosse, le Fiamme Oro con 40 elementi in rosa in Top12, e 300 atleti in ambito giovanile dall’Under 6 all’U18 stanno lavorando per “produrre” giocatori cremisi per il massimo campionato italiano. “Il nostro sogno sarebbe vedere in Nazionale un ragazzo cresciuto da noi, ci stiamo lavorando”. Una Accademia a Rovigo c’è già stata, ed era Federale, nel 2016 ha portato uno scudetto, anzi una doppietta storica con prima squadra ed Under 18.

Giorgio Achilli

 

Articolo di Martedì 9 Giugno 2020

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