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COMMEMORAZIONE FRATTA POLESINE

Giacomo Matteotti baluardo di libertà e democrazia in Italia [VIDEO]

Celebrazioni in forma ridotta per le restrizioni Coronavirus della morte del giornalista, politico e segretario del Partito socialista unitario, martire antifascista italiano

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FRATTA POLESINE (Rovigo) - Mercoledì 10 giugno di 96 anni fa Giacomo Matteotti venne rapito ed assassinato a Roma a 39 anni da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini per volontà esplicita di Benito Mussolini, a causa delle sue denunce dei brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924 e delle sue indagini sulla corruzione del governo, in particolare sulla vicenda delle tangenti della concessione petrolifera alla Sinclair Oil. Matteotti, nel giorno del suo omicidio (10 giugno 1924) avrebbe dovuto infatti presentare un nuovo discorso alla Camera dei deputati, dopo quello sui brogli del 30 maggio che si concluse con le parole "Uccidete me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai”, in cui avrebbe rivelato le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario coinvolgente anche Arnaldo Mussolini, fratello minore del Duce.

Matteotti venne considerato un martire politico antifascista quando il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Benito Mussolini si assunse pubblicamente la "responsabilità politica, morale e storica" del clima nel quale l'assassinio si era verificato.


Al cimitero di Fratta Polesine alle 10 di mercoledì 10 giugno si è celebrata in forma ridotta, viste le prescrizioni Covid che impediscono gli assembramenti di persone, l’annuale commemorazione di Giacomo Matteotti davanti alla tomba di faniglia dove le spoglie del socialista polesano riposano.

Le limitazioni dei regolamenti conseguenti al Coronavirus hanno reso impossibile il trasferimento della cerimonia presso la Casa Museo. La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Fratta del sindaco Giuseppe Tasso, del presidente della provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara, del segretario provinciale del Psi Gianmario Scaramuzza, oltre che di numerosi sindaci dei comuni locali tra cui Daniele Panella di Bosaro e del neo eletto segretario regionale veneto del Partito socialista italiano Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme.


Ivan Dall’Ara annuncia le iniziative: una mostra su Matteotti alla Badoera e una giornata di studi sulla figura storica del polesano.
Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, porta i saluti della sua città al primo cittadino di Fratta, ma poi parla come segretario regionale del Psi, ricordando la modernità della figura di Matteotti: “Assistiamo ad un rivitalizzarsi delle sue idee, il Psi ha l’obbligo e i dovere diportare avanti le idee di libertà e verità professate dal riformista Matteotti, valori fondanti che della nostra democrazia”.Giacomo Matteotti fu sindaco di diversi paesi, consigliere provinciale, politico pragmatico finalizzato al benessere della comunità.
 
 

“E, forse, mai come in questo periodo di difficoltà socioeconomica - il pensiero di Tiziana Virgili, ex sindaco di Fratta Polesine - in cui la politica sembra solo impegnata in sterili diatribe, si avverte la nostalgia per  le sue prese di posizione decise e coraggiose, a favore dei più deboli. 

Di sicuro  la concretezza dell'azione politica matteottiana  richiama, quasi impone, la necessità che tutti coloro che occupano posti di potere o decisionali, svolgano con responsabilità la mission del ruolo ricoperto. Soltanto così rinascerà quella coscienza collettiva, presupposto indispensabile per la vera democrazia”.

Articolo di Mercoledì 10 Giugno 2020

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