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PROGETTI CENTRO STORICO ROVIGO

Mettere mano a piazza Annonaria ripensando tutta l'area, fino al parco nell'ex caserma Silvestri

L'architetto Maurizio Braiato interviene sul dibattito della copertura della piazzetta Annonaria introducendo un metodo per ricucire spazi interconnessi oggi divisi

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ROVIGO - "Si fa se si fa bene. Questo è lo slogan del mio amico Guido Pietropoli (LEGGI ARTICOLO) riguardo l'idea di copertura del mercato Annonario. Mi piace, ma come si fa?" si chiede il collega architetto Maurizio Braiato.

Pietropoli tocca aspetti formali e costruttivi della copertura della piazzetta che sono imprescindibili, ma è un problema formale e strutturale? Anche, ma questo problema lo si considera alla fine di un percorso e processo di sviluppo di un metodo. Cosa si fa allora?

Il sindaco, che è una persona intelligente e consapevole, sa che i problemi urbanistici del nuovo sviluppo della città sono molto complessi. Io mi permetto di dargli un contributo non su un metodo di approccio, ma il metodo. Il tema della copertura della piazzetta deve essere l’occasione per ricucire, riconnettere e ripensare alle relazioni urbane di parti di città che insistono nel centro storico. Ricucire parti strettamente interconnesse come via X Luglio, piazza Merlin, piazza Annonaria, l’asse di 400 metri di via Boscolo che congiunge il possibile nuovo parco urbano dell’ex caserma Silvestri con l’abbattimento fisico del muro di cinta, vero ostacolo alla permeabilità con il tessuto urbano circostante. Ridisegnare tutti questi spazi in un progetto specifico di grande respiro interconnessi dal punto di vista viabilistico, funzionale, spaziale.

Per fare questo serve un masterplan che ne fissi i punti cardine, affidato con un incarico diretto ad un grande architetto e intellettuale italiano, penso ad un Stefano Boeri o a un Mario Cuccinella. Sulla base dei vincoli del masterplan, un concorso ad inviti specifico, max a 5 studi di architettura italiana fra i più autorevoli e innovativi. Al vincitore l’incarico diretto della realizzazione della sistemazione della piazzetta, del vuoto creato dall’abbattimento del chiosco in piazza Merlin, del ridisegno di via Boscolo e via X Luglio, del progetto del nuovo parco urbano dell’ex caserma Silvestri. Un progetto pilota, un progetto di avanguardia, un modello specifico di rigenerazione di pezzi di città interconnessi, un formidabile processo di architettura e marketing a livello nazionale per il rilancio di Rovigo.

Questo è il metodo di approccio corretto a cui il sindaco deve tendere senza separare i singoli problemi architettonici che non si risolvono con qualche approccio formalistico, trascurando la visione complessiva delle relazioni fra le parti. Per costruire questa operazione serve anche il contributo di noi professionisti, degli attori produttivi e dei cittadini. Un grande dibattito in tempi accettabilmente veloci. Voglio spendere una considerazione su una questione che Pietropoli ha evidenziato: il ripristino di una commissione edilizia sull’ornato svincolata da ingerenze partitiche e interessi di parte. Sono completamente d’accordo. Un segnale di novità, un controllo di responsabilità sulla qualità architettonica dei nuovi progetti su Rovigo, un gruppo di professionisti super partes che si fa carico del controllo per una grande qualità edilizia in città, oggi completamente assente. Permettetemi alla fine, di ritornare agli aspetti formali e costruttivi della Piazzetta Annonaria, la foto è la copertura dell’ex Convento del ‘500 a Mestre del nuovo complesso museale dell’ M9 degli architetti berlinesi Sauerbach e Hutton, come esempio di grande risoluzione strutturale e magnifica eleganza formale.

Arch. Maurizio Braiato

Articolo di Giovedì 11 Giugno 2020

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