SALUTE E BENESSERE
Non tutte le acque minerali sono uguali, scegliamo quella giusta per la nostra salute
L’acqua può essere anche minerale: consigli per l’uso da parte del dott. Fulvio Fiorini, primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana, specializzato in Scienza dell’alimentazione
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In commercio sono presenti numerosi tipi di acqua minerale, in grado di soddisfare le preferenze di tutti i consumatori o eventualmente le necessità in alcuni stati fisiologici e/o patologici. Le acque minerali sono contenute in bottiglie di vetro o di PET (PoliEtilene Tereftalato). Il PET è una resina termoplastica riciclabile ricavata dal petrolio (1,9 L di petrolio sono necessari per produrre 1 Kg di PET) adatta al contatto alimentare, facente parte della famiglia dei poliesteri. Si tratta di un composto stabile compatibile con la conservazione alimentare, preferenzialmente di bevande. La maggior parte delle bottiglie di plastica per l'acqua in commercio è in PET: il tappo è invece solitamente in polietilene (PE) che ha valore economico superiore per cui viene frequentemente raccolto per devolvere il ricavato ad associazioni benefiche. Il vetro, composto inerte e facilmente lavabile, viene utilizzato ormai raramente per i costi più elevati e la ben nota fragilità con conseguente pericolosità dei cocci prodotti.
Per quel che riguarda il contenuto in sali delle acque minerali, occorre sapere interpretare correttamente quelle che sono le differenti caratteristiche delle varie acque minerali, caratteristiche che sono riportate sulle etichette presenti sulla bottiglia: si devono considerare alcune caratteristiche quali il residuo fisso e il contenuto in sali, espressi sull’etichetta presente sulla bottiglia.
Il residuo fisso è forse la prima caratteristica da controllare in quanto esprime la quantità totale di sali contenuti per litro di acqua. Per convenzione viene misurata in mg/litro dopo evaporazione di un litro di acqua a 180°: la quantità di sali che “residua” determina le caratteristica dell’acqua.
a) Residuo fisso minore di 50 mg/dL: acqua “minimamente” minerale, molto “leggera”, adatta nel lattante e nell’infanzia, stimola la diuresi
b) Residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/L: acqua “oligo-minerale”. Si tratta di un’acqua povera di sali, in particolare di sodio, e quindi indicata nei soggetti ipertesi e stimola la diuresi
c) Residuo fisso compreso tra 500 mg/L e 1500 mg/L: acqua “medio-minerale” adatta a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione (in attività fisica e in estate) permettendo la reintegrazione di liquidi e Sali
d) Residuo fisso maggiore di 1500 mg/dL: acqua “minerale propriamente detta”, molto ricca di sali, perciò da assumere previo parre medico in quanto con caratteristiche.
Sulla base del contenuto dei diversi sali, le acque possono essere distinte in:
1) Concentrazione di bicarbonato maggiore di 600 mg/L: “acqua contenente bicarbonato”, indicata in caso di acidità gastrica e in corso di malattie renali.
2) Concentrazione di anidride carbonica maggiore di 250 mg/dL: “acqua acidula”: facilita la digestione.
3) Concentrazione di solfato maggiore di 200 mg/L: ”acqua solfata”, indicata in corso di difficoltà digestive perché blandamente lassativa.
4) Concentrazione di sodio maggiore di 200mg/L: “acqua sodica”, indicata negli stati carenziali ed corso di attività fisica.
5) Concentrazione di sodio inferiore a 20 mg/L: “acqua iposodica”, indicata nell’ipertensione e nelle diete povere di sodio.
6) Concentrazione di calcio maggiore a 150 mg/L: “acqua calcica” con attività su stomaco e fegato, indicata nell’ipertensione e durante la crescita.
7) Concentrazione di cloro maggiore di 200 mg/L: “acqua clorurata”, indicata nel colon irritabile, nelle problematiche epatiche e biliari, con azione lassativa.
8) Concentrazione di magnesio superiore di 50 mg/l: “acqua magnesica” con azione lassativa, trova indicazione nella prevenzione dell’ipertensione.
9) Concentrazione di Ferro bivalente maggiore di 1 mg/L: “acqua ferrica o ferruginosa”: indicata nell’anemia e negli stati carenziali.
10) Concentrazione di fluoro superiore a 1 mg/L: “acqua fluorata” indicata nella crescita e nel rinforzo dei denti e nella prevenzione della carie.
In conclusione si può affermare che non tutte le acque “minerali” sono uguali in quanto possiedono caratteristiche differenti e quindi “consigli d’uso” differenti: perciò quando acquistiamo un’acqua “minerale” dobbiamo prestare un "occhio all’etichetta”!
dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Lunedì 1 Novembre 2021
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