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Contagio al massimo livello ed obbligo vaccinale per gli Over 50: è la strategia giusta per combattere il virus?

L'avvocato del Foro di Rovigo Fulvia Fois sull'evoluzione della pandemia da Coronavirus e sulle nuove disposizioni del Governo

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Care lettrici e cari lettori,
la rubrica di oggi si propone di essere uno spunto di riflessione su una questione attuale e molto dibattuta, che sta facendo sorgere opinioni diverse e contrastanti in tutta Italia.

A quasi due anni dalla Pandemia le soluzioni proposte dal Governo non paiono sortire effetto positivo tenuto conto che proprio nei giorni passati ho sentito dire alla radio che avevamo raggiunto il picco massimo di contagiati al giorno dall’inizio della pandemia.

Ma come è possibile?
L’immunità di gregge che si sarebbe dovuta raggiungere con l’80% della popolazione vaccinata che fine ha fatto? E’ sparita? Si sono sbagliati?
Ora siamo a quasi al 90% della popolazione vaccinata ed i contagi aumentano. Come mai?
Mi risulta difficile, ma non sono una scienziata, pensare che dipenda proprio dai 3.500.000 di cittadini che hanno scelto di non vaccinarsi. Le proporzioni non ci sono se questa fosse la possibile tesi.

Che non dipenda forse da altri fattori?
Nel dubbio, invece, il Governo, invece di sfruttare la solidarietà, la comprensione l’unità del popolo italiano davanti a un gravissimo problema nazionale e mondiale spinge per dividerlo.
Eppure, l’intenzione positiva alla base del comportamento dei vaccinati e dei non vaccinati è la stessa: non ammalarsi di Covid e non ammalare altri.
Vogliamo tutti tornare alla nostra vita e tutti sappiamo che non sarà più possibile, ma non per questo dobbiamo accanirci gli uni contro gli alti.
Allora, se su questa intenzione positiva tutti possiamo concordare, perché dividere la popolazione creando astio e discriminazione ingiustificate in questo momento già così tanto difficile per tutti?

Che sia perché non hanno soluzioni concrete e attuabili nell’immediatezza?
Lo sappiamo tutti, dall’esperienza delle scorse stagioni, che dalla primavera inoltrata in poi i casi di contagi da Covid si abbassano considerevolente.
E allora mi chiedo, perché insistere così tanto con la vaccinazione che allo stato si è dimostrata uno strumento incapace di soluzione efficace ed utile per gli esseri umani?
Rifletto e con questo mi riferisco ora al via libera dato dal Consiglio dei Ministri al nuovo Decreto Legge volto al contrasto della pandemia da Covid-19, di cui, la previsione più discussa è sicuramente quella dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per tutti gli Over 50 (LEGGI ARTICOLO).

Cosa significa in pratica?
Vuol dire che a partire dal 15 febbraio, chiunque compia 50 anni entro il 15.06.2022 avrà l’obbligo di vaccinarsi – e quindi di ottenere il super green pass anche solo per andare al lavoro; gli unici esclusi saranno coloro per cui il vaccino potrebbe cagionare un accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico.
Per chi, pur avendo compiuto 50 anni, viene sorpreso senza super green pass, è prevista una sanzione amministrativa pari ad euro 100,00.
Oltre a ciò, gli Over 50 che si presenteranno al lavoro senza super green pass, saranno considerati assenti ingiustificati – quindi senza stipendio ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro - fino alla presentazione del certificato verde, fermo restando che chi non rispetta le regole subirà una sanzione amministrativa compresa tra i 600 ed i 1.500,00 euro.

Tra le ulteriori novità previste, anche l’obbligo, a partire dal 20 gennaio 2022, di esibire il green pass per accedere ai negozi che svolgono servizi alla persona come barbieri, parrucchieri, estetiste e, a partire dal 1 febbraio, anche per accedere ai pubblici uffici, ai servizi postali, bancari e finanziari, nonché alle attività commerciali.

Nuove disposizioni anche per quanto riguarda i periodi di quarantena da osservare.
  • I positivi con sintomi dovranno osservare un periodo di quarantena di 10 giorni e potranno uscire soltanto dopo un test antigenico o molecolare negativo;
  • I positivi asintomatici che hanno ricevuto la seconda dose di vaccino da meno di 120 giorni, l’isolamento durerà sempre 10 giorni, che scenderanno, invece, a 7 giorni (dal tampone positivo) nel caso in cui al soggetto sia stata somministrata la terza dose di vaccino;
  • Se il tampone continua ad essere positivo, si potrà comunque uscire di casa dopo 21 giorni di quarantena, purché nell’ultima settimana il soggetto non abbia avuto sintomi.
  • Chi ha avuto un contatto stretto con un positivo ma ha ricevuto la terza o la seconda dose di vaccino da meno di 120 giorni, non dovrà osservare alcun periodo di quarantena, ma avrà l’obbligo di indossare la mascherina FFP2 per 10 giorni. Se la vaccinazione è stata effettuata da più di 120 giorni, si dovranno osservare 5 giorni di quarantena, che salgono a 10 per i non vaccinati.

Ritengo personalmente, che anche a fronte di quanto sopra ho espresso, queste nuove disposizioni - imposizioni siano ingiustificate.

Mi chiedo: “Ma quando tutti gli Italiani saranno vaccinati e la pandemia mieterà contagi e morti ogni giorno come sta facendo ora, il Governo cosa imporrà agli Italiani?”
Chi incolperà a quel punto?
Mi pare quasi che il Governo, ma il tempo darà ragione ai giusti e alla scienza onesta e capace, voglia con questa imposizione vaccinale, che mi auguro riguardi anche tutti i politici over 50, parificare lo stato di salute degli italiani.

Mi chiedo però, se questa imposizione sia anche la soluzione di una pandemia che dimostra di non arrestarsi con le misure adottate.
Vorrei che il Governo valutasse, così come fanno in altri Paesi, tenuto conto poi che ad oggi nel nostro Paese la quasi totalità delle attività ricreative e sportive, bar e ristoranti è riservata a chi si è sottoposto a vaccinazione, l’idea di sottoporre a tampone oltre ai non vaccinati (che quindi sono controllati con regolarità) soprattutto i vaccinati (con tamponi antigenici gratuiti come fanno ad esempio in Svizzera) che essendo liberi di muoversi pressoché ovunque hanno quantomeno la potenziale capacità di diffondere il virus nell’inconsapevolezza di essere ammalati.
In Giappone mi è stato riferito di recente che isolano il contagio dichiarando, sopra una certa soglia, il lock down per 5-6 giorni.

E’ evidente che se i contagi aumentano e che se le persone già contagiate sono in isolamento e i soggetti privi di super green pass sono controllati da tamponi che risultano negativi ogni 48 ore il virus non può che essere diffuso attraverso soggetti che non sono controllati.

Auspico al riguardo che il Governo adotti misure di prevenzione atte a monitorare anche in modo autonomo il proprio stato di salute senza ingolfare farmacie ed altri centri facendo leva sul senso di responsabilità degli Italiani in cui io personalmente credo.
Incentivare la vaccinazione sicuramente tutela la popolazione contro gli effetti, anche gravi, della pandemia ma, evidentemente, non permette di dare un freno ai contagi che continuano inesorabilmente ad aumentare.

Da ultimo sono dispiaciuta di sentire e leggere spesso una narrazione pressoché monodirezionale, da parte della maggior parte delle persone e dei giornalisti italiani, contro i “no vax” sottolineando, soprattutto nei casi di morte (che è una tragedia per la famiglia) che si trattava di persona priva di green pass quasi a far intendere che senza il lascia passare non c’è tutela per la propria salute.
Non è cosi e ce lo dobbiamo ricordare.
Le scelte delle persone vanno rispettate così come la salute pubblica.

Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.dirittoetutelafois.com.
AVV. FULVIA FOIS
Articolo di Domenica 9 Gennaio 2022

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