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ARTE

La coreografa rodigina alla Biennale d'Arte di Venezia

La performance "Rabbit", del regista Davide Pedriali, è stata realizzata e in collaborazione con la coreografa internazionale di Rovigo, Romina Zangirolami, verrà presentata a Venezia a Palazzo Bembo e  all'apertura della 59° Biennale d'Arte

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VENEZIA - La performance "Rabbit", del regista Davide Pedriali — realizzata e in collaborazione con la coreografa internazionale rodigina Romina Zangirolami, il regista Edo  Tagliavini e la musicista Sara Ardizzoni — verrà presentata a Venezia,  nella suggestiva cornice di Palazzo Bembo, sul Canal Grande, sabato 23  aprile 2022, a partire dalle ore 17.00, durante l'inaugurazione dell'evento  denominato "Experimental Video and Performing Art Festival 2022" e  contemporaneamente all'apertura della 59° Biennale d'Arte di Venezia.  La coreografa Romina Zangirolami, entusiasta di questa ulteriore importante collaborazione artistica, è giunta alla seconda collaborazione artistica con l'organizzazione Itsliquid group, e non nasconde la sua grande soddisfazione.

L'evento infatti è promosso da Itsliquid group, realtà che ha prodotto fino ad  oggi più di 250 mostre in tutto il mondo e molti importanti festival di arte  e architettura durante la Biennale di Venezia. 

Il Festival 2022 è incentrato sul rapporto tra corpo e spazio e  sull'ibridazione tra identità e contesti culturali, sociali e urbani nel tempo  contemporaneo, come sintetizza il concept scelto per l'evento: “Persone,  società, progresso, città e tutti i loro input creano identità ibride,  modificandosi a vicenda e mescolandosi in prospettiva per plasmare un  mondo migliore”. 

L'ibridazione di identità è il tema centrale di "Rabbit", una performance  che nasce con l'intento di indagare il metamorfismo del corpo umano in  particolari condizioni non codificate, perseguendo al tempo stesso una ricerca trasversale sul complesso rapporto tra il corpo dell'artista e lo  spazio che lo ospita. 

Rabbit, la performance, attraverso una comunicazione fortemente metaforica propone inoltre un tema caro al regista; l'interazione con l'altro da sé — con il diverso — e gli accadimenti che tale interazione può generare. 

Spiegano la coreografa e il regista: “Il corpo umano è un sistema mutevole, che ci  connette con altri corpi per percepire la realtà circostante: un forte sistema di comunicazione con un proprio linguaggio e infiniti modi di espressione.  L'uomo contemporaneo incorpora nel proprio senso di identità pezzi di  identità acquisite, spesso discordanti; dunque, come assicurare coerenza,  stabilità, a qualcosa che per sua natura è destinata ad evolvere, a  raccordarsi costantemente al mutare dell’esperienza?”.

Per ciò che concerne la costruzione della performance viene enfatizzata dal  regista l'importanza delle collaborazioni; prosegue infatti la spiegazione  sottolineando che: “Elemento essenziale della performance è la danza  contemporanea, creata ed eseguita dalla coreografa e danzatrice Romina  Zangirolami; un lavoro puntuale di estrema potenza e intensità. Nella veste  inedita di performer, il regista ravennate Edo Tagliavini, perno intorno al quale si sviluppa un intenso lavoro di contact dance”. Aggiunge, il  regista, a conclusione: “L’intero lavoro è supportato da un altro elemento  imprescindibile, la musica; ed è l'artista ferrarese Sara Ardizzoni — già  autrice e interprete di “Silk around the marrow” l’album che nel 2017 è stato inserito dalla rivista statunitense Guitar player nella top list che  segnala i sessanta dischi più rilevanti e notevoli a livello chitarristico dal 1967 ad oggi — l'autrice del brano inedito che accompagnerà la performance Rabbit nell'appuntamento veneziano”. 

Articolo di Venerdì 22 Aprile 2022

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