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ISTRUZIONE

Alunni del Primo Levi a Palazzo Ferro Fini

La classe 5BSIA, della sede “L. Einaudi” dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo) ha visitato la sede del Consiglio della Regione Veneto

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VENEZIA - Giovedì 21 aprile la classe 5BSIA, della sede “L. Einaudi” dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine, accompagnata dai docenti Silvia Menon, Edoardo Malavasi e Rita Malaspina, si è recata a Venezia per visitare Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio della Regione Veneto. Accolti dal Responsabile della direzione regionale Rapporti e Attività Istituzionali del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Valente, nel salone degli stemmi, in cui sono esposti gli stemmi dei comuni del Veneto, hanno visitato la mostra “50 anni di regione veneto”.

La classe ha poi incontrato il Pierluigi Granata, criminologo,  ex guardia di finanza e formatore per le forze dell’ordine, rappresentante designato dell’Osservatorio Antimafia, che, partito da “Il giorno della civetta”, libro del 1961 in cui Sciascia già raccontava che la mafia stava salendo al nord e della collusione tra mafia e politica, è poi arrivato ai giorni nostri, in cui non si parla più di infiltrazioni mafiose, nei territori del nord, ma di radicamento vero e proprio. “La mafia ha smesso con le stragi,  perché non erano più convenienti – ha comunicato Granata ai ragazzi -  ora è in tutti i settori economici e usa i migliori esperti.”

Ai ragazzi è detto che oggi occorre rafforzare la presenza dello Stato e la cultura della legalità, anche e soprattutto nei ragazzi che saranno i professionisti e forse i politici del futuro.  La classe e gli accompagnatori hanno incontrato anche la consigliera polesana Simona Bisaglia, che tra le altre cose ha reso noto che nel Consiglio Regionale del Veneto 18 membri su 51 sono donne, segno di una apertura culturale importante, e sono stati salutati anche dal Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale.

Non di solo contenuti però è stata piena la giornata, a San Tomà infatti è stato anche sperimentato, con grande entusiasmo, il gondolino. “Portare i ragazzi in questi luoghi, contribuisce a dare concretezza alla politica, che purtroppo già da questa età inizia ad essere avvertita come qualcosa di lontano. – commenta il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – È compito della scuola avvicinare i giovani alle tematiche forti dell’attualità, per renderli cittadini più consapevoli, e perché no, per far crescere in loro la volontà di dare un fattivo contributo a rendere migliore il mondo. Un ringraziamento sentito va sempre rivolto ai docenti che accompagnano i ragazzi; in qualsiasi caso, uscita di uno o più giorni, la responsabilità, e a volte la fatica, è sempre grande.”

Articolo di Sabato 23 Aprile 2022

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