Condividi la notizia

#elezioniVENETO2020

Patrizia Bartelle si candida alla presidenza della Regione Veneto

Presentata a Venezia la lista Veneto ecologia solidarietà che vede come prima firmataria la consigliera regionale della provincia di Rovigo fuoriuscita dai Cinquestelle

0
Articolo di Lunedì 13 Luglio 2020
VENEZIA - Gli ambientalisti duri e puri del Veneto fanno quadrato attorno al nome di Patrizia Bartelle, la consigliera regionale della provincia di Rovigo, ex Cinquestelle che ha aderito al progetto politico Italia in Comune di Federico Pizzarotti (LEGGI ARTICOLO), che si candida alla presidenza della Regione con la lista Veneto Ecologia e Solidarietà.

"I nostri riferimenti sono Greta Thunberg e papa Francesco" affermano per sottolineare che loro sono ecologisti, anche di sinistra, ma portatori dei bisogni di un ambiente che merita rispetto. Poco importa che il movimento della Bartelle sostenga il candidato Arturo Lorenzoni, così come il collega consigliere Piero Ruzzante, che con Bartelle faceva gruppo assieme a Cristina Guarda, la polesana si mette alla guida della lista che già a novembre 2019 aveva intenzione di presentarsi alle regionali, rimandate con il lockdown.

All’aperto, alla luce del sole e in mezzo alle persone, è stata presentata a Venezia la lista elettorale preannunciata in occasione dell’incontro del “Forum Veneto per la Salute, l’Ambiente e la Solidarietà” (LEGGI ARTICOLO) che ha raccolto numerose associazioni e comitati attivi nei territori della regione.

La lista è costituita dai protagonisti delle lotte per difendere la salute e l’ambiente dall’assalto di cementificazione, contaminazione di acque, aria e suolo, da pesticidi, Pfas, incenerimento dei rifiuti, allevamenti intensivi, grandi opere inutili, aggressione turistica. Fortemente critici rispetto all’operato dei partiti della giunta del presidente Luca Zaia, i comitati non si riconoscono nelle forze di opposizione, giudicate deboli o perfino “compatibili” con gli equilibri di connivenza o di calibrata ripartizione.

I promotori della lista vogliono un radicale cambiamento nella cura dei territori, nella gestione delle acque, nella produzione del cibo; puntano alla riconversione ecologica delle attività produttive per la tutela della salute e del lavoro e al rafforzamento della sanità pubblica.

Le emergenze ambientali e la disgregazione sociale si intrecciano in stretta connessione, sia sul piano globale – mutamenti climatici, pandemie, flussi migratori –, sia sul piano locale, con la crescita delle disuguaglianze e delle nuove povertà, gli sprechi e la speculazione, la dispersione dei beni comuni.


Prima presentatrice della lista è la consigliera regionale Patrizia Bartelle, fin dal 2018 uscita in aspra polemica dal M5s giudicato alleato succube della Lega nel referendum per l’autonomia differenziata, («una truffa», «un propagandistico e vuoto gioco di prestigio») e poi nel patto governo; è strenua sostenitrice delle lotte dei comitati, dei principi democratici della Costituzione repubblicana, rivendica il primato della sanità pubblica, si è resa portavoce delle associazioni dei consumatori e dei diritti degli animali.

Al suo fianco è intervenuto il padre storico dell’ambientalismo veneto: Michele Boato, irriducibile avversario di sprechi e speculazioni, fautore di stili di vita più sobri, spiega che l’azione incessante di depauperamento ambientale, l’abnorme consumo di suolo, la rinuncia al riciclo dei materiali è anche il frutto dell’acquiescenza di una opposizione di sinistra irrilevante. Emblematico il caso del progetto di rimessa in funzione dell’inceneritore di Fusina.

Andreina Visconti, architetto ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia, introduce il tema dei mega-appalti: interventi spesso mal progettati, fallimentari e dannosi. «La cura e la manutenzione diffusa del territorio sono le nostre “grandi opere”, le uniche necessarie e improrogabili.»

Un esempio clamoroso di intervento in project-financing fuori controllo e fortemente contestato è la Superstrada Pedemontana Veneta: ne ha parlato Osvaldo Piccolotto, proponendo la cancellazione della convenzione originaria e la drastica revisione del progetto.

Giancarlo Gazzola, Vicepresidente “Mountain Wilderness Italia” e scalatore “pluri-8.000”, ha richiamato l’attenzione sulla devastazione dei territori di montagna: con la scelta sbagliata delle Olimpiadi 2026 si ripropone l’investimento esclusivo sugli impianti sciistici e il turismo “di sbancamento”. Invece di preoccuparci attivamente per gli effetti dei cambiamenti climatici, si lascia persistere la cronica mancanza di servizi pubblici e l’abbandono di interi settori economici nell’artigianato e l’agricoltura: è così che si determina rapido spopolamento e invecchiamento demografico irreversibile.

Infine Gianluigi Salvador, espone l’opportunità che sarà offerta dal Referendum nel Comune di Conegliano nel prossimo novembre, per «vietare l’utilizzo di sostanze tossiche, di prodotti sintetici e di diserbanti chimici dannosi alla salute e per l’ambiente ». La transizione dall’agricoltura ad alta intensità di pesticidi verso le coltivazioni biologiche è urgente proprio nelle campagne del Prosecco DOCG: la monocoltura invasiva compromette la naturale fertilità dei terreni e rischia di generarne la sterilizzazione.

Sono in preparazione incontri in tutte le province del Veneto per consentire la partecipazione diretta dei cittadini all’elaborazione del programma e alla scelta dei candidati dei vari collegi.

 
Articolo di Lunedì 13 Luglio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it